La maestra no mask cambia ruolo ma non si presenta a scuola. La sospensione? Servono i «tempi tecnici»

Mercoledì 13 Gennaio 2021 di Elena Filini
La maestra no mask cambia ruolo ma non si presenta a scuola. La sospensione? Servono i «tempi tecnici»

TREVISO - Ieri non è stata vista in classe. E, con tutta probabilità, non metterà più piede alla scuola Giovanni XXIII Sabrina Pattarello, la docente assunta con il contratto di supporto Covid che ha fatto parlare di sè per gli atteggiamenti negazionisti in merito al virus. La dirigente Lorella Zauli ha ribadito alle famiglie che il procedimento disciplinare aperto nei confronti dell'insegnante veneziana porterà quasi certamente alla sospensione, e che la tempistica dipende dal ministero. Ma che alle sue precise assicurazioni, dovrebbero questa volta corrispondere i fatti. «Ci sono tempi tecnici da rispettare» ripete. Quale invece potrà essere la strategia di difesa della maestra si saprà all'incirca tra una settimana. Pattarello ha infatti chiesto il supporto di Comicost, associazione già intervenuta in casi di provvedimenti disciplinari per il mancato rispetto delle ordinanze anticovid. «Confermiamo che la signora si è rivolta a Comicost e che stiamo offrendo la nostra consulenza in un momento non facile della sua vicenda professionale e privata-spiega Maurizio Giordano, uno degli avvocati del team che coordina Comicost- al momento non risulta vi sia in atto un ricorso, ma i tempi non sono ancora maturi per definire quale sarà la nostra linea». 


Maestra no mask

Quel che pare quasi assodato tuttavia è che ad un mese dalla protesta pubblica dei genitori dei bambini iscritti alla elementare Giovanni XXIII a causa degli atteggiamenti della supplente che in classe durante le ore di lezione chiedeva ai bambini di abbassare la mascherina sostenendo che «di Covid muoiono solo i vecchi», la vicenda sia in fase di conclusione. Un bubbone scoppiato lunedì 14 dicembre, quando un drappello di 30 genitori si presenta davanti alla scuola. Il motivo? Da settimane insegnanti e mamme segnalavano il comportamento di Sabrina Pattarello, secondo le accuse rea di non indossare correttamente i presidi di sicurezza e di chiedere ai bambini di abbassare la mascherina e unire i banchi. Etichettata subito come maestra no mask, Pattarello non fa del resto mistero delle proprie opinioni sui social. Come anche evidenziato in servizio trasmesso da Piazza Pulita de La 7, in cui la docente, davanti alle telecamere durante una manifestazione a Padova, negava l'esistenza del virus.

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A scuola, alla richiesta della preside di indossare correttamente la mascherina, la docente ha risposto con un certificato medico che le consente di utilizzare visiera e mascherina trasparente. Ma i rappresentanti di classe e d'istituto, dopo aver captato dai propri figli mezze frasi o commenti sul comportamento della donna in contraddizione con quanto viene predicato per evitare i contagi, hanno deciso di andare fino in fondo interessando anche il sindaco. Così il 14 dicembre anche Mario Conte si presenta a scuola con gli agenti della polizia locale. Ma dall'indagine non risultano irregolarità: la maestra indossa la doppia mascherina, così i bambini. 


Cosa fa oggi

Il caso tuttavia è ormai scoppiato. Destinato in meno di una giornata, a fare il giro dell'Italia. Lo stesso giorno il Prefetto Laganà si confronta con la preside e con il Provveditore Sardella sull'opportunità di aprire un procedimento disciplinare nei confronti della docente. Colpevolisti ed innocentisti si dividono, mentre la diretta interessata si mette in malattia. Arrivano le vacanze di Natale e con esse la sospensione dalle lezioni. Ma alla ripresa, lunedì mattina la docente è sul posto di lavoro. La notizia fa riesplodere la polemica tra le famiglie che arrivano davanti ai cancelli alle 13 con l'intenzione di ritirare i propri figli prima della fine dell'orario prestabilito. A quanto risulta tuttavia la docente è stata spostata a mansioni di supporto in compresenza con altre insegnanti, in attesa di una risposta dal Ministero. Il suo contratto dovrebbe concludersi il 28 gennaio, ma ci sono elementi per ritenere che la vicenda possa chiudersi già entro questa settimana. Ma la risposta decisiva deve venire da Roma. Intanto la preside risponde per iscritto alla responsabile d'Istituto. «Dovrebbe auspicabilmente essere stato l'ultimo giorno a scuola della docente». Al netto di un ricorso che potrebbe arrivare la prossima settimana. 

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