Ambulante derubato mette le foto del ladro sui social: «Ecco, è lui». Scoppia la bufera

Giovedì 22 Aprile 2021
Ladro ripreso dalle telecamere
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MONTEBELLUNA - Ripreso dalle telecamere della pizzeria Stella di piazza Tommaseo, un uomo con occhiali scuri e mascherina è finito del gruppo Whatsapp dei commercianti del Mosaico, ma anche nel gruppo Facebook cittadino Vivere Montebelluna, additato come ladro. Oltre che sul telefonino della commerciante derubata. Sì, perché il furto di una borsa da donna (300 euro il valore dichiarato dell'oggetto, oltre a circa 80 euro in contanti al suo interno) che si trovava all'interno del furgone di un ambulante del mercato, avvenuto ieri mattina attorno alle 10, non è passato inosservato, anche se per lo meno per il momento è impunito. Una scelta, quella della pizzeria Stella, indubbiamente forte nel pubblicare l'immagine di una persona rivolgendole sospetti pesanti. E che potrebbe avere delle conseguenze proprio per chi quelle fotografie le ha diffuse.

LE REAZIONI

«Credo che il titolare abbia agito d'istinto per venire incontro alla signora derubata dice il sindaco Elzo Severin Chiunque assista a un evento criminoso sbaglia se si volta dall'altra parte. È giusto, invece, dare una mano alle forze dell'ordine. E nello specifico potrebbero risultare utili anche le telecamere pubbliche. Bene quindi l'intervento, mentre non sarei tanto d'accordo con la pubblicazione sul web, perché in tal modo un individuo viene comunque messo alla gogna. E prima di tutto, comunque, va fatta denuncia ai carabinieri». Denuncia che però nella giornata di ieri nessuno ha presentato. Il caso è inevitabilmente finito sotto gli occhi dei carabinieri, ma nessuno si è presentato in caserma a mettere nero su bianco sospetti, accuse e prove. Sulla stessa lunghezza d'onda del sindaco anche il PD cittadino: «Sebbene il fine di chi ha postato la foto fosse nobile, è bene non dimenticare che per garantire realmente la tutela della sicurezza dei cittadini è fondamentale avvertire le forze dell'ordine oppure utilizzare strumenti istituzionali già esistenti come il controllo di vicinato. Facebook e i social sono strumenti utili, ma in questi casi possono dare luogo a conseguenze non sempre prevedibili o positive» sottolinea il capogruppo Davide Quaggiotto.

I RISCHI

La denuncia quindi al momento non è arrivata e non sono di conseguenza partite indagini formali. Nonostante le intenzioni del proprietario della pizzeria: «Le mie telecamere spiega Gaetano Menegon danno sul plateatico ma anche sulla strada retrostante. Molto spesso sono risultate utili in occasione di incidenti. E ieri, nel momento in cui mi è stato fatto notare che era avvenuto il furto, le ho consultate. Si vede chiaramente un tipo ben vestito e piuttosto robusto che parte da uno dei banchi, passa in mezzo alle piante, entra in un furgone e ne esce con una borsa sotto il braccio. Ho detto alla proprietaria che, se farà denuncia, avrà un supporto in più. Troppo spesso infatti si lascia perdere per il fatto che il furto non è ingente o perché non ci si vuole prendere la briga di rivolgersi ai carabinieri». Ma il titolare non si è fermato qui. «Ho mandato l'immagine nel gruppo del Mosaico in modo che anche i colleghi stiano in guardia. Abbiamo fatto lo stesso, giorni fa, con una signora che molti di noi trovavano spesso dentro al negozio, anche dietro al banco». Per l'uomo la scelta di immortalare il ladro e renderlo pubblico è una questione di principio: «Non credo sia giusto lasciar perdere. Per quanto riguarda invece la pubblicazione su Facebook non sapevo neppure che mio figlio lo avesse fatto. Io avevo pensato solo al gruppo». Una scelta che però, come le successive condivisioni, potrebbe avere delle conseguenze. Le forze dell'ordine ribadiscono infatti l'importanza di allertare sempre le autorità prima di prendere qualsiasi iniziativa privata. Qualora le accuse nei confronti dell'uomo fotografato si rivelassero infondate e lui stesso decidesse di procedere per diffamazione, a finire denunciate potrebbero essere le stesse persone che hanno diffuso le immagini.
Laura Bon
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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