Contagi in 330 classi, 60 in quarantena, quatto punti tampone solo per gli studenti

Giovedì 13 Gennaio 2022 di Mauro Favaro
Disagi al Covid point di Conegliano

TREVISO - In tre giorni di scuola il Covid è entrato in 330 classi. Tra queste, 60 sono state messe in quarantena e 270 sono in monitoraggio o auto-sorveglianza. Solo ieri sono stati confermati contagi in 203 sezioni. È proprio lo scenario che si sperava di evitare. «Con la ripresa della scuola dopo le vacanze di Natale, i provvedimenti di quarantena o monitoraggio sono ripartiti praticamente in automatico», ha detto Francesco Benazzi, direttore generale dell’Usl. Inevitabile, visto quanto sta correndo il virus nella Marca. La variante Omicron dilaga. Il tasso provinciale è salito a 2.022 casi ogni 100mila abitanti. Nel trevigiano si sta registrando una media superiore ai 2.500 contagi al giorno. Sul fronte delle scuole, da lunedì a oggi sono già stati messi in didattica a distanza 1.200 ragazzi. Si sommano agli oltre 3mila che non sono ancora tornati sui banchi perché contagiati o in quarantena precauzionale come contatti di positivi. A conti fatti, vuol dire che oggi più di 4.200 studenti stanno seguendo le lezioni da casa, quando possibile. E torna pure lo spauracchio della chiusura di interi istituti.

CODE E DISAGI

Intanto con questi numeri sono tornate anche le code chilometriche davanti ai Covid Point dell’Usl. Ieri i cittadini hanno dovuto aspettare in auto per diverse ore prima di riuscire a sottoporsi al tampone in particolare davanti ai centri dell’ex Foro Boario di Oderzo e della Zoppas Arena di Conegliano. In quest’ultimo il sistema informatico è andato in tilt. E le attese si sono ulteriormente allungate. «A seguito di alcuni malfunzionamenti a singhiozzo della piattaforma software di gestione delle prestazioni per i tamponi, tra le 8 e le 9 si sono verificate delle interruzioni che hanno coinvolto il 10% degli assistiti in coda – spiegano dall’azienda sanitaria – appena ripristinato il regolare funzionamento, le prestazioni delle persone in attesa a seguito di tale malfunzionamento sono state recuperate in 15 minuti».

STUDENTI E SCREENING

Ora l’Usl è corsa ai ripari riattivando i 4 quattro Covid Point dedicati proprio agli screening delle classi dove emergono casi di positività. C’è il Covid Point dell’ex Melodi di Castelfranco (per gli alunni delle scuole di tutti i comuni del distretto di Asolo, più Quinto; Paese; Istrana; Morgano; Ponzano; Povegliano; Zero Branco). Il Covid Point di via Mattioli a Dosson di Casier (per gli alunni delle scuole dei comuni del distretto di Treviso Sud e Nord, a eccezione dei comuni dell’opitergino-mottense e dei comuni che afferiscono a Castelfranco). Il Covid Point del distretto sociosanitario di via Galvani a Conegliano (per gli alunni delle scuole di tutti i comuni del distretto di Pieve di Soligo). Qui non si entra in auto in modalità drive-in, ma a piedi. Infine, il Covid Point dell’ex Foro Boario di Oderzo (per gli alunni delle scuole di tutti i comuni dell’opitergino-mottense: Cessalto; Chiarano; Cimadolmo; Fontanelle; Gorgo al Monticano; Mansuè; Meduna; Motta di Livenza; Oderzo; Ormelle; Ponte di Piave; Portobuffolè; Salgareda; San Polo di Piave). Gli accessi sono programmati, in modo da ridurre le attese. «Con la ripresa dell’anno scolastico si è registrato un consistente incremento nell’afflusso ai punti tampone – fanno il punto dall’azienda sanitaria – per questo i quattro Covid Point tornano a essere dedicati esclusivamente al monitoraggio scolastico per gli alunni». Quelli di Castelfranco (Melodi), Dosson (via Mattioli) e Conegliano (distretto sociosanitario) eseguono esclusivamente screening scolastici. «Lo screening scolastico è riservato esclusivamente agli alunni, che per accedere al punti tampone dovranno obbligatoriamente rispettare l’appuntamento, sede, giorno e ora, indicato nel provvedimento scolastico – ricordano dall’Usl – per il Covid Point si fa riferimento alla sede scolastica frequentata e non alla residenza dell’alunno. Mentre gli insegnanti e il personale Ata coinvolti nei provvedimenti devono recarsi nei punti tampone aperti a tutta la popolazione»

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