Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Supermercato ex Auchan rilevato da società fantasma: chiude e lascia a casa 23 dipendenti senza stipendio. Scatta l'indagine

Mercoledì 10 Agosto 2022 di Federica Broglio
Il supermercato Iper 13, all interno del centro commerciale Tredici di Borsea
2

ROVIGO - C’è qualcosa di poco chiaro dietro alla chiusura del supermercato Iper 13, all’interno del centro commerciale Tredici di Borsea. Il 12 giugno ha abbassato le saracinesche lasciando a casa 23 dipendenti senza ammortizzatori sociali, senza stipendio e Tfr. Nessuno sa chi c’è dietro Effepi Srl, la società che nel settembre del 2020 ha acquisito il ramo d’azienda del gruppo Auchan che aveva deciso di disinvestire in Italia.

Questa società, che si occupava di macellazione delle carni con un dipendente ed un collaboratore ed un fatturato da 2.000 euro nel 2019, con sede amministrativa a Comacchio (Fe) e sede legale a Milano, ha rilevato l’attività del colosso francese con altri 6 punti vendita, non tutti in attività, uno a Montelabbate (Pu) e poi Pesaro, Comacchio, Misterbianco (Catania) e Orzinuovi (Brescia), lasciando in “eredità” un totale di 18 milioni di fatturato e un buco da 5 milioni. Cosa c’è dietro a questa operazione è alquanto fumoso, soprattutto a Rovigo.

Il supermercato è stato acquistato in piena pandemia da Covid, lasciato chiuso per mesi per riaprire a febbraio del 2021 e chiudere a giugno 2022. Senza promozione, senza alcuna organizzazione interna, né tantomeno investimenti strutturali di cui il punto vendita aveva urgente bisogno. Finestre tenute chiuse con lo scotch, bagni non a norma, impianti di refrigerazione fatiscenti.

SCARSA COMPETITIVITÀ

Un supermercato rimasto fermo agli anni 80, per nulla competitivo né per allestimenti, né per marketing, né per i prezzi o i prodotti. I clienti rimasti erano stati fidelizzati dal personale interno, che lì lavorava da anni. Ma anche la proprietà del centro commerciale non ha mai investito sull’immobile ed è sempre stata latitante, anche perché divisa tra tanti soci che sembra abbiano idee differenti sul destino dello stabile. Tant’è. Ora a farne le spese sono i lavoratori che da giugno chiedono risposte, ormai presi dalla disperazione per una situazione che si protrae da troppo tempo e che ora si è acuita a causa delle difficoltà economiche dettate dalla mancanza di stipendio.
Ma a patire la chiusura del supermercato sono anche le attività di un centro commerciale che ha perso attrattiva e che si presenta in uno stato di abbandono disarmante. I sindacati di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno chiesto l’intervento del Tribunale per accertare gli estremi di un fallimento della Effepi e, tramite la Regione, hanno portato il caso al Mise. Nella trattativa per la cessione del ramo di azienda di Auchan, infatti, il ministero per lo Sviluppo Economico era intervenuto con incentivi a tutela dei 300 lavoratori (oggi però rimasti in 193) dei 7 punti vendita per la loro ricollocazione. Sul caso è in corso anche un’indagine da parte della Guardia di Finanza.
 

Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 17:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci