Granchio blu, pescatori sul piede di guerra: «Pronti ad andare a Venezia»

Oggi i rappresentanti delle cooperative incontreranno i colleghi di Goro per decidere le prossime iniziative

Venerdì 27 Ottobre 2023 di Anna Nani
Da sx : Gianbruno Colacicco vice coop Po, Paolo Mancin presidente coop Delta Padano e Consorzio Tutela Cozza Dopo, Cristian Farabottin presidente coop Eridania e Angelo Stoppa presidente coop Adriatico

PORTO TOLLE - Grande delusione tra i pescatori dell’estremo Delta per il decreto ministeriale che ha sbloccato i primi 2,9 milioni di euro e molta amarezza per la notizia che la Regione Emilia Romagna ha stanziato un milione di euro a favore del proprio comparto ittico. «Un decreto lacunoso che non va a toccare le criticità giuste dei Consorzi che si sono fatte carico dello smaltimento. Noi pescatori siamo abituati a faticare, ma ci sono spese vive che il Consorzio pescatori del Polesine ha sostenuto per autofinanziare l’azione di pesca del granchio blu per i costi del carburante.

Tolto questo, la cosa fondamentale rimane il sostegno alle famiglie che ad oggi non è ancora arrivato», spiega Gianbruno Colacicco, vicepresidente della coop Po che insieme ai colleghi presidenti Paolo Mancin (Delta Padano e del Consorzio Tutela Cozza Dop), Cristian Farabottin (Eridania), Angelo Stoppa (Adriatico) e Davide Baroni (Santa Giulia), tornano sulla questione. Oggi i pescatori si incontreranno con i colleghi di Goro per decidere le prossime mosse.

SERVE UN COMMISSARIO 

Non vogliono assistenzialismo i pescatori portotollesi, vogliono essere messi nella condizione di ricominciare: «Serve un commissario che possa avere rapidità nelle decisioni e possa disporre di un portafoglio - interviene Mancin -. Scelgano loro chi mettere, ma sono anni che chiediamo un impegno del genere perché ci sono anche altri problemi su cui intervenire. A partire dalla vivificazione delle lagune, senza la quale non nasce semina naturale». 

Gli interlocutori sono Regione e Stato. «Benissimo che il ministro si sia attivato così rapidamente, ma serve ricalibrare la questione tenendo conto delle peculiarità di questo territorio – sottolinea Colacicco -. Si sarebbe dovuto creare un decreto ad hoc per il granchio blu con alcune misure previste dallo stato di emergenza come lo sgravio dei contributi e la moratoria sui mutui. C’è poi rammarico che la Regione non stia prendendo le giuste misure di sostegno pari a quanto fatto sulla sponda emiliana. Bisogna prestare attenzione alla tensione sociale che le cooperative con i propri amministratori stanno tentando di contenere, ma che aumenta giorno dopo giorno. Se abbiamo detto che eravamo pronti a marciare su Roma è perché abbiamo una forte spinta sociale, potremmo decidere di fare tappa anche a Venezia». Come a dire che la miccia resta innescata. «Se saltano le coop in automatico salta il più grosso Consorzio d’Europa. Le proiezioni per il 2024 dicono che la produzione sarà vicina allo zero - rimarca Stoppa -. Abbiamo bisogno della politica: serve un’azione da parte di Regione e Governo che ci permetta di superare questi mesi. Seminare ora significa raccogliere le prime vongole almeno tra 9 mesi e fino ad allora cosa facciamo?». 

Nel giro di 4 mesi si è passati da 350 a 30 quintali di vongole raccolte al giorno dai 1.500 operatori che lavorano nelle lagune del Delta. I costi di smaltimento del crostaceo viaggiano ormai oltre i 600mila euro. Per mancati lavori di manutenzione la laguna del Basson è stata persa 10 anni fa, questa estate il granchio blu si è divorato il Canarin, il Barbamarco ha quasi finito le scorte, la Sacca di Scardovari sta diventando il bacino di sfogo di 1.500 quote. Nel mentre lo stabilimento dedicato alla linea del sottovuoto è già stato chiuso, resta aperto lo stabulario, ma fino a quando? 

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