Il ministro Tajani a Confindustria: «A giorni il via libera al Porto di Venezia-Rodigino»

Sabato 2 Dicembre 2023 di Nicola Astolfi
Antonio Tajani all'incontro di Confindustria Veneto Est Economia estera, quali scenari in un periodo di conflitti
ROVIGO - «Zls, ci siamo: è questione di giorni». Il regalo di Natale per il Polesine è arrivato ieri mattina con il ministro degli Affari esteri e vice premier, Antonio Tajani, a Rovigo per l‘evento di Confindustria Veneto Est “Economia estera, quali scenari in un periodo di conflitti“. Così, insieme alle agevolazioni previste con la Zona logistica semplificata (Zls) “Porto di Venezia-Rodigino“, che nei prossimi 10 anni si stima possa realizzare 177 mila posti di lavoro e far aumentare del 40 per cento le esportazioni delle imprese del territorio e di 2,4 miliardi gli investimenti, il vicepresidente di Confindustria Veneto Est Paolo Armenio ha provato a mettere subito sotto l‘albero un altro “regalo“.

LA RASSICURAZIONE

Infatti, alle preoccupazioni sulla tappa finale del progetto iniziato nel 2019 - perché al momento, «dopo la nascita di una Zona economica speciale unica al Sud, mi sembra che la nostra Zls sia un po‘ uscita dai radar, e senza fondi dal 2024», aveva detto il vice presidente di Confindustria Veneto Est -, dopo aver incassato le rassicurazioni di Tajani - «Siccome sono anche il segretario di un partito che si chiama Forza Italia, non Forza Sud, vi posso annunciare che per la Zls è una questione di giorni: il ministro Fitto ha raccolto i pareri di tutti gli altri ministeri, siamo in attesa delle decisioni della Corte e poi si parte» -, Armenio ha presto aggiunto un‘ulteriore richiesta. «Mo‘ s‘è montato la testa...», ha scherzato il ministro degli Esteri.

GRANCHIO BLU

Che poi però, di fronte alla platea di rappresentanti istituzionali e del mondo economico e sindacale, ha cambiato registro davanti al granchio blu e a uneconomia con 3 mila operatori in ginocchio e con la necessità del provvedimento dello stato di calamità, per vedere sospesi mutui, oneri fiscali e previdenziali: «Non faccio promesse, preferisco dire me ne occupo, invece che “Ho risolto il problema“». E così, ora anche il granchio blu, nell‘agenda di Tajani, è «una priorità».

LE ESTRAZIONI

Più articolata, invece, è la questione delle esplorazioni di giacimenti di gas in Adriatico, con il rischio subsidenza: «Nei luoghi dove avvengono le estrazioni ci può essere qualche mal di pancia: però, dobbiamo guardare in una visione strategica nazionale. Se no, nessuno vuole fare nulla». Tuttavia, ha aggiunto Tajani, «le valutazione scientifiche sono fondamentali. E se c‘è una valutazione scientifica che dice “Là non si può fare”, si cambia sito». «È ovvio che da qualche parte bisogna farlo, però dove non si crea un danno oggettivo», ha precisato il vice premier. Cè poi l‘impegno sulle riforme, necessarie a far investire i «1.800 miliardi di privati che stanno nelle pance delle banche» invece, perché «manca progettualità, certezza e stabilità di governo». Sono tre fattori fondamentali per il futuro e per il tessuto economico del Nord Est che, aveva esordito Tajani, «è una parte d‘Italia che ci ha permesso di resistere a tre grandi crisi, e così di non fare la fine della Grecia e, ancora oggi, di non entrare in recessione». Bisogna quindi, ha continuato Tajani, «aiutare gli imprenditori a essere nelle condizioni di creare maggiore occupazione», superando anche le conseguenze della congiuntura tedesca, che resta nell‘interscambio commerciale il primo Paese in cui si dirige lexport sia delle aziende polesane (pari a 170,7 milioni di euro nel primo semestre 2023) sia italiane. I dati congiunturali, con solo lEstonia a fare peggio della Germania nelle previsioni di crescita nell‘Eurozona, portano così il governo Meloni ad aprire nuove strade per il made in Italy. E Tajani ha fatto una panoramica improntata a trasmettere ottimismo, a base di internazionalizzazione e di ulteriori risorse dal Pnrr con il fondo 394, che supporta gli investimenti per la crescita estera delle imprese, con finanziamenti a tasso agevolato. «Allargare i partner nell‘interscambio commerciale significa ridurre i rischi dell‘esposizione verso la Germania, e così il governo - ha spiegato Tajani - cerca alternative sopratutto nell‘area dei Balcani, in Vietnam, Messico e India, dove è incisiva lazione di Emma Marcegaglia». 

OCCHIO ALL’ESTERO

Per portare le imprese italiane in Africa, inoltre, cè anche una convenzione con l'Università di Perugia, che dà agli studenti stranieri esperienze formative e di lavoro in aziende in fase di internazionalizzazione: così, «conoscendo il territorio e la lingua, possono aiutare». In Medio Oriente «continueremo ad avere grandi rapporti industriali con Israele», e in parallelo si rinforzano le relazioni con i Paesi del Golfo, Arabia Saudita ed Emirati Arabi. In Giappone c‘è anche la partnership per sviluppare la nuova generazione degli aerei da combattimento invisibili. E non vanno dimenticati gli Stati Uniti (soprattutto per ridurre gli spazi di mercato del cosiddetto “Italian sounding“ e favorire il vero made in Italy) e la Cina: «Abbiamo abbattuto alcune barriere nel settore agroalimentare, e contiamo di poter continuare a lavorare da un punto di vista economico-commerciale», al di là delle distanze geo-strategiche.
 
Ultimo aggiornamento: 10:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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