Stroncato dal Covid a 57 anni con due dosi di vaccino: «Troppe patologie»

Mercoledì 15 Settembre 2021 di Francesco Campi
foto di repertorio, ospedale di Trecenta
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ROVIGO - Un altro lutto ascrivibile al Covid,il terzo in questo primo scorcio di settembre, il quinto negli ultimi venti giorni. A spegnersi, un 57enne di Taglio di Po che si trovava ricoverato in Terapia intensiva al San Luca e le cui condizioni sono precipitate in una decina di giorni, nonostante la doppia dose di vaccino ricevuta. L'uomo, che era arrivato nell'area intensiva di Trecenta negli ultimi giorni della prima settimana di settembre, come coda della pesante ondata di contagi che si è registrata in agosto, con circa un migliaio di casi, aveva un quadro clinico già particolarmente pesante e compromesso da plurime e gravissime patologie. Un paziente fragilissimo al quale gli effetti del contagio sono risultati letali nonostante la vaccinazione. La tanto inseguita immunità di gregge, che non è un vezzo da epidemiologici, avrebbe come suo fine ultimo proprio quello di far cessare la circolazione del virus ed evitare che persone come il 57enne tagliolese corrano il rischio gravissimo di infettarsi.

LE VITTIME

Dei cinque decessi fra agosto e settembre, con il totale da inizio epidemia arrivato a 535, due sono stati di persone che avevano ricevuto la doppia dose di vaccino: oltre al 57enne, anche un 83enne spentosi il 25 agosto, mentre gli altri tre non avevano ricevuto nemmeno una dose, ossia una 51enne di Lusia, un vigile del fuoco adriese di 53 anni e un 81enne. Quello che balza subito agli occhi è come, accanto a due persone di età avanzate, a spegnersi siano state anche tre persone particolarmente giovani, a triste conferma di una maggiore aggressività del virus nella variante Delta ormai da mesi assolutamente prevalente. Nonostante una maggiore contagiosità e una maggiore aggressività, tuttavia, sono i numeri stessi a testimoniare che il vaccino ha messo al riparo da guai peggiori. Nel solo mesi di agosto, infatti, i contagi accertati sono stati ben 971, mentre i posti letto occupati nella Terapia intensiva non hanno mai superato quota quattro. E nettamente maggiore, fra i casi più complessi, è stata la prevalenza di quanti non avevano ricevuto nemmeno una dose. Un numero di contagi pari a quello dello scorso agosto si era registrato in Polesine nel complesso dei primi otto mesi di pandemia, essendo stata superata quota 971 contagi accertati da febbraio, soltanto fra il 25 e il 26 ottobre. Solamente in quel giorno il numero di pazienti in Terapia intensiva, senza contare tutti quelli che vi erano passati nei mesi precedenti, era pari a otto, mentre altri 29 si trovavano in area non intensiva. I morti, invece, erano arrivati a 51.

RICOVERI

Per quanto riguarda i dati di giornata, oltre al doloroso decesso, che fa scendere il totale dei ricoverati da 19 a 18, la Terapia intensiva vede svuotarsi anche un secondo letto, fortunatamente per il miglioramento delle condizioni di un paziente, non vaccinato, trasferito in Area medica e semintensiva pneumologica sempre al San Luca, dove il totale dei pazienti passa da 8 a 9, mentre restano stabili a quattro quelli dell'Ospedale di Comunità Covid di Trecenta, l'area dei casi non più acuti, e a tre quelli delle Malattie infettive dell'ospedale di Rovigo. Restano due, invece, i pazienti di area intensiva, rispettivamente di 57 e 40 anni, entrambi non vaccinati. Rassicurante il dato sui nuovi contagi, che pareggia quello di domenica con tre soli casi accertati, fra l'altro tutti in persone già tracciate e poste in quarantena preventiva, e che viene più che doppiato dalle otto nuove guarigioni, che fanno scendere a 240 le persone attualmente positive in provincia, mentre sono 454 le persone in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva.

IMMUNIZZAZIONE

Per quanto riguarda i vaccini, invece, lunedì con 1.226 somministrazioni il totale è arrivato a 337.661 e al 76,3% i polesani che hanno ricevuto almeno una dose, mentre sono al 71,9% quelli che hanno completato il ciclo di immunizzazione, in attesa di novità sull'eventuale terza dose. Percentuali che salgono rispettivamente a circa l'83% e a oltre il 78% se si considera non la totalità della popolazione polesana, ma solo quella vaccinabile, ovvero con più di 12 anni.

Ultimo aggiornamento: 16 Settembre, 10:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA