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I lupi "ballano" nel Delta. Una coppia di esemplari immortalata dalle fototrappole a Porto Tolle

Domenica 14 Agosto 2022 di Anna Nani
La coppia di giovani lupi catturata dalle fototrappole posizionate dall associazione Sagittaria.
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PORTO TOLLE - Una coppia di giovani lupi è stata “catturata” da alcune fototrappole posizionate dall’associazione naturalistica Sagittaria. L’avvistamento è stato fatto nel cuore del Delta del Po, a Porto Tolle: ora immagini ufficiali supportano le segnalazioni che circolavano già da un po’ di tempo tra i residenti. «Da mesi arrivano segnalazioni riguardanti la potenziale presenza di lupi a Porto Tolle – scrivono in una nota dall’associazione - Al fine di raccogliere informazioni oggettive, Sagittaria ha posizionato alcune fototrappole in vari siti. Gli apparecchi fotografano e filmano gli animali senza arrecare loro alcun disturbo. Il 3 luglio è stato fotografato il primo lupo, mentre il 28 luglio sono stati immortalati due esemplari. Le immagini permettono dunque di affermare che si tratta di lupi. In particolare, date le caratteristiche fisiche dei due esemplari rilevati, pare si tratti di individui giovani, nati nel 2021; presumibilmente un maschio e una femmina». 

GLI AVVISTAMENTI 

A fine giugno, intervistato sull’argomento, il presidente del Wwf Eddi Boschetti aveva spiegato che «Avvistare il lupo, oggi, in pianura, non è un evento inverosimile. Se fosse accertata la sua presenza nel Delta veneto, sarebbe pure l’occasione di inserire una nuova specie all’interno del parco del Delta, che si confermerebbe un ecosistema unico in termini di biodiversità. Se fosse vero, sarebbe un’occasione da cogliere per arrivare ad inquadrare un buon rapporto tra il lupo e l’uomo in un territorio in continua trasformazione come il nostro. Ricordandoci che la biodiversità è una delle armi per riequilibrare gli squilibri che l’uomo stesso ha creato».

FATTORE DI EQUILIBRIO
Grazie alle fototrappole di Sagittaria ora la conferma sembra arrivata. «L’arrivo in pianura del lupo è fenomeno noto e studiato da anni, e riguarda tutte le aree sia del Veneto che dell’Emilia – sottolineano dall’associazione -. Tra Ferrara e Ravenna, ad esempio, sono presenti stabilmente tre branchi, che si cibano principalmente di nutrie e daini, specie erbivore dannose per agricoltura e sicurezza idraulica. Da secoli non sono più registrati attacchi nei confronti dell’uomo: i lupi tendono ad evitare l’uomo così come fanno tutti i grandi mammiferi. L’arrivo del lupo nel Delta del Po non genera nessun effetto negativo significativo, ed anzi può recare più equilibrio all’ecosistema e nuovo interesse per il turismo». 

UNA MANO ALL’AGRICOLTURA 

L’arrivo di questa “nuova” specie potrebbe fornire una risposta anche all’agricoltura, che deve fare i conti con i danni causati dalla fauna selvatica, principalmente volatili e ungulati. Sono oltre cento le denunce di danni a campi, seminativi nella prima fase e frutta raccolte dall’Agrifondo Veneto-Friuli Venezia Giulia attraverso Condifesa Rovigo. Attraverso i fondi mutualistici sono stati quindi risarciti 300 euro a ettaro per danni ai seminativi e fino a 500 euro all’ettaro per le produzioni orticole e arboree (frutta). Oltre agli indennizzi, secondo il presidente dell’Agrifondo Valerio Nadal, sarebbe necessario creare con la Regione una collaborazione «per fare in modo di andare incontro alle richieste degli imprenditori agricoli. Ad oggi chi ha sostenuto i costi dei danni è stato solo l’agricoltore e ciò non è giusto, considerati anche gli sconvolgimenti climatici divenuti ormai una costante che mettono a dura prova la qualità e la quantità dei nostri prodotti».
 

Ultimo aggiornamento: 09:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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