Nordest, Covid: quasi 8 su 10 adesso dicono sì al vaccino

Mercoledì 24 Febbraio 2021 di Natascia Porcellato
Vaccinazioni a Dolo

I nordestini si fidano della scienza e in pochi mesi l'adesione è cresciuta di oltre il 15%, anche se resiste una nicchia di scettici che cresce tra gli under 25 Covid 19, quasi 8 su 10 dicono di sì al vaccino

Per primo è arrivato Pfizer-BioNtech, nel dicembre scorso. A gennaio, si sono aggiunti Moderna e AstraZeneca. Ora c'è quello targato Johnson & Johnson in attesa delle decisioni di EMA e AIFA. Parliamo dei vaccini contro il Covid-19, a cui si aggrappa la speranza di lasciarsi l'incubo pandemia alle spalle. Secondo i dati raccolti da Demos per l'Osservatorio sul Nord Est per Il Gazzettino, è aumentata in misura consistente la propensione a vaccinarsi dei cittadini di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.

Nel settembre scorso, quando il vaccino sembrava ancora una lontana terra promessa, la quota di favorevoli si attestava intorno al 61%. Guardando a novembre, quando circolavano voci sull'imminente approvazione di Pfizer-BioNtech, il valore cresceva leggermente, arrivando al 64%. Oggi, con tre vaccini approvati e altri in fase di test avanzato o validazione, il balzo è evidente. Quasi otto nordestini su dieci (77%) si rendono disponibili a sottoporsi a vaccinazione, con una crescita di 16 punti percentuali rispetto a settembre, rendendo questo orientamento maggioritario in tutti i settori sociali. Ma dove è aumentato in maniera più consistente? Consideriamo l'influenza dell'età, dato che è uno degli elementi che segna l'ordine di accesso al vaccino. Tra coloro che hanno tra i 45 e i 54 anni la quota di favorevoli è quasi raddoppiata, passando dal 46 al 76% (+30 punti percentuali).

Una crescita stimata intorno ai 22-23 punti percentuali, invece, riguarda gli over-65, che salgono dal 65% di settembre all'attuale 89%, e le persone di età centrale (35-44 anni), che passano dal 53% registrato sei mesi fa all'odierno 75%. Gli adulti tra i 55 e i 64 anni tendono a crescere in misura più contenuta (67%, +4 punti percentuali), mentre a confermare la propensione già mostrata in passato sono le persone tra i 25 e i 34 anni (70%). Infine, osserviamo come sia solo tra gli under-25 a scendere la propensione al vaccino: dall'86% registrato a settembre, oggi non va oltre il 76%.La campagna vaccinale contro il Covid-19 partita il 27 dicembre scorso procede, seppur con difficoltà (e non poche polemiche) a causa dei ritardi di consegna delle dosi da parte delle aziende produttrici.

Nell'ultima settimana, è iniziata l'immunizzazione del personale scolastico, delle forze armate e di polizia, dei soggetti vulnerabili e degli over-80. Ma dovrebbe essere obbligatorio vaccinarsi? I nordestini sulla questione appaiono piuttosto divisi: il 57% dichiara di essere favorevole, mentre il 47% si mostra contrario a questa possibilità.Il sostegno verso l'obbligo vaccinale tende a crescere tra gli anziani con oltre 65 anni (72%) e quanti sono in possesso di un basso livello di istruzione (74%), oltre che tra pensionati (75%) e impiegati (65%). La contrarietà, invece, sembra farsi più consistente tra gli under-25 (48%) e le persone tra i 45 e i 64 anni (49-53%). Professionalmente, invece, questo tipo di atteggiamento cresce tra operai (60%), disoccupati (58%) e lavoratori autonomi (70%). 

© RIPRODUZIONE RISERVATA