Ponte di Genova, vince la cordata Fincantieri

Martedì 18 Dicembre 2018 di Umberto Mancini
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Sarà la cordata formata da Fincantieri-Salini-Impregilo a ricostruire il Ponte di Genova. La scelta è stata fatta nella tarda serata di ieri e annunciata dal commissario straordinario Mario Bucci. Fino all'ultimo, per la verità, il sindaco-commissario della città ligure ha tentato di coinvolgere anche l'altra cordata guidata da Cimolai ad essere della partita, ma non è riuscito ad arrivare ad un'intesa.

Eppure proprio Cimolai aveva presentato un progetto che, almeno a livello tecnico, era stato molto apprezzato dalla commissione che ha selezionato oltre 10 candidati, piazzandosi al primo posto tra tutti quelli pervenuti. In queste ore i contatti con Palazzo Chigi e il dicastero delle Infrastrutture sono stati febbrili per chiudere il cerchio. E, come detto, la scelta è caduta sulla cordata che vede Fincantieri tra i protagonisti. Del resto subito dopo il tragico crollo del 14 agosto sia il vice premier Luigi Di Maio che il presidente del Consiglio Conte avevano chiaramente indicato il gruppo pubblico come migliore garanzia per la ricostruzione.

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L'obiettivo di Bucci, che ha trattato sino a notte fonda, era quello di evitare ricorsi di tipo e, ovviamente, eventuali ritardi nella ricostruzione del viadotto che, secondo alcune stime, costerà circa 470 milioni di euro. Soldi che, a giudizio del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e dello stesso esecutivo, dovrebbero essere pagati da Autostrade ma che lo Stato è pronto ad anticipare qualora la società del gruppo si opponga.
Tornando alla gara, non è un mistero che al gruppo di Pordenone non siano piaciute le ripetute prese di posizione dei 5Stelle a favore del gruppo d'aziende in cordata con Fincantieri. E non è escluso che proprio su questo punto ci possano essere delle ripercussioni di tipo legale.

LA LUNGA CORSA
Come noto, la cordata Salini Impregilo con Fincantieri ha puntato sul progetto di ponte ispirato da Renzo Piano, mentre Cimolai aveva risposto con quello dall'ingegnere e architetto spagnolo Santiago Calatrava. Proprio Bucci, come accennato, visto che il governo non intende rinunciare al contributo di Fincantieri per dare un marchio pubblico alla ricostruzione, alla fine ha ceduto. Del resto una alleanza tra i due sfidanti non è stata mai veramente sul tavolo. Un'idea, peraltro di incerta realizzazione, che il commissario ha scartato per evitare di perdere altro tempo. Bucci dovrà comunque spiegare a Cimolai perché si è presa una strada diversa da quella indicata dalla valutazione tecnica.
 

Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre, 10:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA