Sindacato giornalisti del Veneto, Monica Andolfatto confermata segretaria. Ecco il nuovo gruppo dirigente

Giovedì 17 Giugno 2021
Monica Andolfatto rieletta segretaria del Sindacato giornalisti del Veneto

MESTRE Confermata alla segreteria regionale del Sindacato giornalisti Veneto Monica Andolfatto che ha accettato la ricandidatura perché «Sgv è una grande squadra e in questo trova la sua forza». Eletto anche, nell'assemblea regionale tenutasi oggi all'hotel Pini di Mestre, il nuovo direttivo rappresentativo delle diverse realtà e identità professionali del territorio veneto.

Tra i professionali, riconferma per Tiziana Bolognani, Daniele Carlon, Nicola Chiarini, Paolo Dal Ben, Giuliano Doro, Diego Neri e Massimo Zennaro, mentre si registra l’ingresso di Alessio Antonini e Ines Brentan. Per i collaboratori, full new entry: Sara Dainese, Alessandro Foroni, Livio Piccin ed Efrem Tassinato.

 Eletti i collegi dei probiviri e dei revisori dei conti, i cui componenti sono in gran parte riconfermati: nell’ordine, Sara Barovier, Gabriella Basso, Roberto Reale (prof.), Gilberto Padovan e Giovanni Trentin (coll.); Enrico Galeazzo, Mauro Pertile (prof) e Livio Piccin (coll). L’elezione è giunta al termine dei lavori dell’assemblea regionale di Mestre con i delegati eletti nelle elezioni dei primi di giugno.

Fra i partecipanti, il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, con il presidente Giuseppe Giulietti, la presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, il vicepresidente uscente della Casagit Gianfranco Summo, il candidato alla presidenza dell’Ordine nazionale dei giornalisti per Controcorrente, Carlo Bartoli, presidente Odg della Toscana.

Monica Andolfatto riconfermata

La segretaria Andolfatto nella relazione introduttiva ha riassunto l’impegno degli anni trascorsi e posto l’accento sul futuro, su «quale sindacato vogliamo e quale sindacato siamo in grado di costruire per dare un futuro all’informazione», ha evidenziato, snocciolando i temi sui quali proseguire le battaglie in corso con saldo al centro il lavoro equamente retribuito che è la base per la libertà di informare di ogni cronista e il diritto di essere informati dei cittadini, il contrasto al linguaggio dell’odio, della violenza, delle minacce dei potenti, dei mafiosi e dei leoni da tastiera; il rapporto con gli altri organismi della categoria e con le istituzioni.

«E su tutto la capacità di gestire la transizione al digitale per non correre il rischio di essere spazzati via come categoria e come professione e la lotta al fianco dei collaboratori, dei freelance, degli autonomi, per fare emergere, illuminare le condizioni di sfruttamento in cui lavorano», ha aggiunto concludendo che nel prossimo quadriennio l’impegno sarà anche quello di allargare la rete di alleanze con il mondo del sapere, le istituzioni, la società civile, i sindacati confederali.

Il segretario della Fnsi, Lorusso

Intervenendo ai lavori dell’assemblea Lorusso ha detto:«La mobilitazione dei giornalisti nasce dalla necessità di portare al centro dell’attenzione e dell’agenda politica il tema informazione. Nel Pnrr la parola informazione ricorre soltanto due volte, quando si parla di transizione digitale. Se dobbiamo costruire un nuovo Paese, rafforzare le istituzioni, pensare al futuro delle nuove generazioni, la politica deve interrogarsi su quale ruolo dare all’informazione». «E se la democrazia deve uscire rafforzata dalla pandemia - ha aggiunto il segretario nazionale - c’è bisogno di più informazione di qualità, adeguatamente retribuita e non precaria. Riportare al centro la vertenza informazione significa riportare al centro riforme che governi e partiti di ogni colore hanno finora lasciato in un angolo», ha aggiunto Lorusso, citando le questioni dell’abrogazione del carcere per i cronisti, del contrasto alle querele bavaglio, della riforma della Rai, della salvaguardia dell’Inpgi, della lotta alle diseguaglianze.

Ultimo aggiornamento: 18:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA