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Covid, l'Alto Adige teme un altro inverno senza sci Mercatini di Natale a rischio

Martedì 16 Novembre 2021 di Redazione Web
Covid, l'Alto Adige teme un altro inverno senza sci Mercatini di Natale a rischio
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 BOLZANO - «Coronavirus: stop stagione sciistica in Alto Adige», batteva l'Ansa il 9 marzo 2020. Da quel giorno gli impianti sono rimasti fermi anche per tutto l'inverno seguente, con poche eccezioni. A 20 mesi di distanza sulle Alpi torna l'incubo per gli appassionati dello sci. In Italia tutte le speranze sono puntate sul Green pass, mentre a nord del Brennero potranno sciare solo vaccinati e guariti.

Bolzano è praticamente in zona gialla e «il passo verso l'arancione (e la chiusura degli impianti, ndr.) è breve», ha fatto presente l'assessore alla sanità Thomas Widmann. «La quarta ondata - ha detto - arriva da nord e di certo non si ferma al Brennero. Siamo ad un passo dal deragliamento, anche perché in Alto Adige abbiamo una bassa percentuale di vaccinati». La quota degli immunizzati è infatti del 10% inferiore al resto dell'Italia. In due settimane il numero di nuovi casi è aumentato di 15 volte e il numero di ricoveri è triplicato. Secondo Widmann, «servono il rispetto delle regole in vigore, più controlli e la terza dose che da domani sarà accessibile a tutti dopo sei mesi».

Come ha aggiunto il governatore Arno Kompatscher, l'incidenza è più alta nelle regioni del nord, come l'Alto Adige e il Friuli, «ma non solo per questioni climatiche, ma anche per il basso tasso di immunizzati». «Non serve - ha aggiunto - escludere i non vaccinati dal Green pass, se questo non viene controllato». Anche i mercatini di Natale dell'Alto Adige sono osservati speciali e la situazione viene valutata di giorno in giorno. In vista della stagione invernale e dei numerosi incidenti sciistici, Widmann si è detto preoccupato per la pressione già alta sugli ospedali a causa della pandemia e dei 700 sanitari sospesi perché non vaccinati. I dati confermano che la quarta ondata arriva da nord.

In Alta Austria l'incidenza settimanale è a 1.422 e a Salisburgo addirittura a 1.519, mentre l'Italia è saldamente sotto 100. In Alta Austria negli ultimi quattro giorni sono deceduti 59 pazienti. «Abbiamo spazio in terapia intensiva solo perché ci sono pazienti che muoiono», ha detto al quotidiano Der Standard Jutta Oberweger, portavoce dell'Azienda sanitaria del land austriaco. Simile la situazione a Salisburgo, dove è stato istituito un gruppo triage, composto da cinque medici e un giurista. Berlino sconsiglia viaggi in Austria e chi torna da lì deve stare dieci giorni in quarantena. Difficile immaginarsi una stagione invernale senza tedeschi. Anche in Valle d'Aosta il contagio ha ricominciato a correre, soprattutto tra i giovani. La situazione per il momento resta sotto controllo, le soglie di occupazione dei posti letto ospedalieri e di quelli in terapia intensiva non destano preoccupazioni. Con tali condizioni di pressione sull'ospedale Parini si spera di poter avviare al meglio la stagione dello sci, la cui apertura - ad eccezione di Cervinia dove si scia già da alcune settimane - è prevista tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre. 

MERCATINI

"I mercatini di Natale dell'Alto Adige sono osservati speciali. Di giorno in giorno valutiamo la situazione e l'eventuale necessità di limitare il numero di accessi oppure intraprendere altri provvedimenti", ha ribadito il governatore altoatesino Arno Kompatscher.E la provincia di Bolzano sta verificando la possibilità giuridica di tagliare alcuni sussidi ai sanitari non vaccinati e sospesi dal servizio. "E' un controsenso che chi viene sospeso perché non si è fatto vaccinare poi possa compensare, almeno in parte, il mancato reddito con dei sussidi. Comunque viviamo in uno stato di diritto e non siamo una dittatura sanitaria, come alcuni vogliono far credere, per questo gli uffici competenti valutano il da farsi", ha detto Kompatscher. In vista della stagione invernale e dei numerosi incidenti sciistici, l'assessore alla sanità Thomas Widmann si è detto preoccupato per la pressione già alta sugli ospedali a causa della pandemia e i 700 sanitari sospesi.

TRENTINO 

I nuovi contagi da Covid registrati in Trentino nelle ultime 24 ore sono 105, intercettati da circa 12.000 tamponi. Nel dettaglio, si contano 42 persone positive al tampone molecolare (su 484 test effettuati) e 63 ai test antigenici (su 11.524 test effettuati). Dai tamponi molecolari arriva anche la conferma della positività di 28 casi, intercettati nei giorni scorsi dai test rapidi. Dei nuovi casi, 20 sono ascrivibili alla fascia di età compresa tra i 60-69 anni, mentre sono sette tra gli ultra settantenni e sei tra gli ultra ottantenni. I ricoveri sono passati da 22 a 30, dopo che nella giornata di ieri sono stati accolti all'ospedale undici pazienti a fronte di tre dimissioni. In rianimazione al momento ci sono quattro persone. Le classi in quarantena rimangono cinque. Sul fronte delle vaccinazioni somministrate, è stata raggiunta quota 812.341, di cui 371.746 seconde dosi e 24.056 terze dosi.

Ultimo aggiornamento: 17:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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