Traffico in tilt al Brennero: lunghe code di tir per l'obbigo di test Covid e registrazione

Lunedì 15 Febbraio 2021
Traffico in tilt al Brennero: lunghe code di tir per l'obbigo di test Covid e registrazione

Caos al confine tra Italia e Austria/Germania. Lunghe code di Tir al Brennero, e sono in aumento. A mandare il traffico in tilt sono gli obblighi di fare i test covid e la registrazione. Il Brennero è il princiale valico alpino per l’export nazionale con 39 milioni di tonnellate di merci trasportate su strada per un valore complessivo di merci esportate di 90 miliardi di euro.

Traffico al Brennero

Non si sta evolvendo positivamente la situazione di caos viabilistico collegata ai controlli anti-Covid 19 avviati in territorio Austriaco e Tedesco, che sono stati intensificati presso il confine del Brennero. Il provvedimento -che da ieri ha innescato la creazione di una lunga coda di mezzi in uscita arrivata stamani all’alba ad oltre 3 chilometri, con disagi crescenti per gli autotrasportatori e danni ingenti per tutte le imprese- sta danneggiando non solo i nostri autotrasportatori, ma l’intera economia italiana”. La denuncia arriva da Michele Varotto, Presidente di Confartigianato Trasporti del Veneto, dopo che il Tirolo è stato classificato dalle autorità tedesche come “zona ad altissimo rischio Covid”.

Test Covid obbligatorio

Pertanto ogni trasportatore che prevede di entrare in Germania attraverso il Tirolo deve disporre di un test Covid (un certificato di tampone antigenico covid-19 negativo effettuato nelle 48 ore precedenti all’ingresso in territorio tedesco). Inoltre, ogni autista deve registrarsi online su https://www.einreiseanmeldung.de/#/ prima di entrare in Germania.

“Il Brennero -prosegue-, secondo gli ultimi dati disponibili al 2018, è il primo valico alpino per trasporto di merci su strada, con 38,8 milioni di tonnellate, un quarto (25,3%) delle merci che passano per i 15 valichi alpini. La direttrice del Brennero viene utilizzata per il trasporto dei prodotti del made in Italy verso l’Austria e altri sei paesi europei quali Germania, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia e Svezia. Un valico strategico quindi. Possiamo anche capire le motivazioni sanitarie per la limitazione messa in atto ma non le modalità di attuazione troppo repentine e senza comunicazioni agli addetti ai lavori. Bene quindi che, tempestivamente, la Polizia abbia istituito filtri più a valle, a Bressanone e perfino a Verona Nord, dove i camion sono dirottati verso altri confini, come quello di Tarvisio. E bene che il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Enrico Giovannini, il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini e il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese abbiano concordato di far allestire dalla Sanità Militare-Ministero della Difesa, postazioni per effettuare i test agli autotrasportatori. Ma -conclude Varotto- serve il che il nostro Governo istituisca la reciprocità del tampone. Se noi veniamo considerati portatori di virus, non si vede perché il principio non debba valere per tutti. Mi chiedo poi che fine abbia fatto il Corridoio verde europeo che ha consentito fino a oggi di gestire con equilibrio la crisi emergenziale e la necessità di garantire la circolazione di mezzi indispensabile per l’approvvigionamento dei beni".

Il Veneto è centrale nei corridoi europei e il trasporto è l’anima dell’economia nazionale e in particolare del Nord-est. Questo ennesimo collo di bottiglia non potrà che avere effetti negativi sull’economia italiana e sulle piccole imprese, già duramente colpite dalla crisi provocata dalla pandemia, dal momento che il Brennero è il primo valico commerciale alpino con 38,8 milioni di tonnellate di merci trasportate su strada, per un valore (dato 2019) di più di 90 miliardi di euro, che rappresentano un quinto (20%) del made in Italy manifatturiero e pari al 5,1% del PIL. In pratica, il principale accesso ai mercati del Centro e del Nord Europa per le merci italiane.

Ultimo aggiornamento: 16:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA