Caso “dehors" e blocco tavolini dei bar, Fedriga: «Trovata la soluzione col ministro, deroghe Covid per sei mesi»

Mercoledì 7 Dicembre 2022 di Redazione
Il presidente Massimiliano Fedriga

«Ci sono già emendamenti presentati alla legge di bilancio, a livello nazionale, per intervenire e risolvere la questione». Si dice ottimista il Governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga rispetto alla vertenza “dehors” che sta creando grande fibrillazione tra baristi, esercenti e sindaci delle città e dei paesi in cui i centri storici risultano vincolati dalla Soprintendenza rispetto alle autorizzazioni ai locali pubblici per gazebo, tavoli e sedie su piazze, strade e plateatici. «Ho sentito il ministro dei beni culturali Gennaro Sangiuliano per sollevargli delle necessità – ha fatto sapere ieri da Trieste il governatore, a margine della riunione straordinaria di giunta regionale - è sicuramente una situazione che va a burocratizzare e che rischia di fare dei danni a un tessuto economico già messo a dura prova dalla pandemia e dalla post pandemia e che quindi non può essere penalizzato ulteriormente in questo modo. Quindi stiamo lavorando in sinergia con il Governo e il Parlamento. Sono ottimista, soluzioni ce ne sono e mi auguro – ha concluso – che possano essere messe in campo immediatamente». In realtà il ministro Sangiuliano ha già accettato formalmente la modifica della norma. Si parla di un proseguimento fino al 30 giugno con le deroghe (tutte) del periodo Covid. Poi si ragionerà ad una nuova norma. Nel frattempo, tutto congelato. 

L’ATTACCO

Fedriga tra l’altro ha stigmatizzato anche l’attacco ricevuto martedì dalla consigliere regionale del Pd, Mariagrazia Santoro, la quale aveva accusato il governatore di «stare a guardare» rilevando come non sia possibile che «il Fvg, come Regione a Statuto speciale non faccia nulla per dare risposta alla necessaria semplificazione burocratica per cittadini e imprese». Il presidente della Regione ha definito «particolare» l’attacco dell’esponente Dem, «visto che il decreto è del 2020 e a firma dell’allora Ministro Franceschini; mi pare strano che un esponente del Pd si lamenti di un provvedimento adottato da un suo stesso collega di partito, dando la colpa a un governatore della Lega; ci hanno abituato a tutto in questi anni di consigliatura, forse fare una chiamata al suo ex ministro era più utile che riversare la colpa su altri ma comunque come detto ci stiamo muovendo e le soluzioni arriveranno».

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