Pronto soccorso in affanno: più accessi e meno medici

Martedì 22 Agosto 2017 di Alessandra Betto
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PORDENONE - Pronto Soccorso del Santa Maria degli Angeli in affanno. Complici la chiusura estiva degli ambulatori dei medici di famiglia, con un professionista che spesso si trova a sostituire fino a 4-5 colleghi, la carenza di personale e i crescenti afflussi notturni, si ricorre allo straordinario dei medici per tamponare la grave situazione. Ma non basta. La disponibilità offerta dai medici dell'emergenza a protrarre il proprio incarico oltre le 38 ore settimanali, con tutti i limiti previsti dalla direttiva europea e svolgendo in libera professione lo straordinario necessario per far fronte ai picchi di lavoro, non è stato sufficiente a evitare che il Pronto Soccorso si trasformasse in più di qualche occasione in un collo di imbuto. Più che il caldo torrido di queste ultime settimane, che non ha inciso sulle percentuali degli interventi sanitari o dei ricoveri, pesa molto il malvezzo di ricorrere alla scorciatoia del Pronto Soccorso quale alternativa alla lunga attesa che inevitabilmente si deve affrontare negli ambulatori dei supplenti dei medici di medicina generale che sostituiscono il titolare (o più di uno allo stesso tempo, ndr) giustamente in vacanza. Se qualcuno ha preferito attendere il rientro del proprio medico di fiducia, quando evidentemente la patologia lo consentiva, molti hanno deciso di rivolgersi alla guardia medica ma, in forma decisamente maggiore, al Pronto soccorso, dove la situazione non è mai semplice. «In genere qui l'affluenza non è diversa tra estate e inverno, ma ci sono delle fasce orarie in cui il flusso cala lievemente, soprattutto tra le 6 e le 12 e tra le 14 e le 16 precisa il primario Francesco Moscariello nel pomeriggio, dopo le 18, quando chiudono le aziende, i flussi in entrata crescono...
 
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