Boom di occupati, il mercato del lavoro lancia il Fvg oltre i livelli pre-Covid

Domenica 26 Settembre 2021 di Antonella Lanfrit
Lavoro in azienda

Il Fvg nei primi sei mesi del 2021 non solo ha aumentato il livello occupazionale rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma ha addirittura superato i numeri del 2019, in particolare nel secondo trimestre. In sintesi: l’incremento complessivo è stato del 30,5 per cento di occupati, pari a 15.500 unità. L’aumento ha interessato tutte le tipologie contrattuali, con una percentuale maggiore per le assunzioni a termine (+30,5%), in somministrazione (+44%) e stagionali, con un +48,4 per cento. 


IL QUADRO


È lo spaccato sul mondo del lavoro che dà il ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo, dopo aver elaborato i dati Inps relativi al Fvg. Se il buongiorno si è visto sin dall’inizio dell’anno, l’impennata si è vista a partire dal maggio-giugno, in corrispondenza dell’attenuarsi delle misure restrittive. In parallelo all’aumento dell’occupazione, si è registrata una sostanziale stabilità nelle interruzioni dei rapporti di lavoro, in un periodo in cui, comunque, era ancora vigente lo stop ai licenziamenti, rimodulatosi a partire da luglio. In ogni caso, nei primi sei mesi dell’anno le interruzioni dei rapporti hanno fatto registrare un incremento minimo (+1,2%) sull’anno prima. Tale dinamica, spiega il rapporto di Russo, è il risultato della crescita delle interruzioni di contratti a tempo indeterminato (+19%), di apprendistato (+19,9%) e in somministrazione (+15,7%), bilanciata dalle diminuzioni osservate per i contratti a termine (-11,7%); intermittenti (-17,1%) e stagionali, diminuiti del 16,9 per cento.


C’È CHI SI LICENZIA


Analizzando i motivi delle cessazioni dei rapporti di lavoro, Russo ha messo in evidenza il notevole incremento delle dimissioni: nel 2021 oltre 5.300 unità in più, pari a un +40 per cento. «Questo andamento potrebbe riflettere la fase di ripresa del mercato del lavoro – considera Russo -, una situazione che produce maggiori opportunità per cambiare impiego. In aumento anche le risoluzioni consensuali, +88,9%, ma in crescita anche i licenziamenti di natura disciplinare: +38,3 per cento. Al contrario le cessazioni di natura economica hanno avuto una significativa contrazione (-29,5%), soprattutto per effetto del blocco dei licenziamenti. Nei primi sei mesi di quest’anno è infine sensibilmente diminuito il numero di variazioni contrattuali (-20,5%); principalmente si tratta di passaggi da rapporti a tempo determinato a indeterminato. 


CASSA E PARTITE IVA 


Che vi sia ripresa vera dell’economia lo conferma il dimezzamento del ricorso alla cassa integrazione guadagni, che nei primi sei mesi dell’anno in corso è diminuita del 47,8 per cento, con benefici su tutto il territorio regionale, Anche le ore autorizzate dai Fondi di solidarietà tra gennaio e agosto 2021 sono diminuite di quasi il 25 per cento. La mobilità del mondo del lavoro ha sollecitato anche l’autoimprenditorialità, tanto che a crescere sono state anche le partite Iva: in sei mesi ne sono state aperte 6.400. «È l’incremento più elevato tra le regioni italiane», osserva Russo, addirittura «doppio rispetto a quello complessivo nazionali». In questa corsa, particolarmente dinamica si è rivelata la provincia di Gorizia. In caduta libera, invece, l’impiego di baby sitter che l’anno scorso era stato sostenuto dal bonus per dare risposta alle esigenze dei genitori lavoratori alle prese con i figli a casa per la chiusura delle scuole. Nel 2021, con il sistema educativo sostanzialmente riaperto, le ore di lavoro occasionale retribuite mediante il Libretto Famiglia sono calate dell’89,3 per cento.

 

Ultimo aggiornamento: 10:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA