Il Friuli sforna giovani laureati, ma dall'estero fanno shopping e se li portano via: ecco perché

Venerdì 7 Ottobre 2022 di Camilla De Mori
Marco Sartor dell'Università di Udine
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Le aziende straniere vengono a fare “shopping” di laureati in Friuli, corteggiando i giovani più talentuosi usciti dall’ateneo di Udine, e anche dagli altri poli universitari della regione. Se una volta erano i ragazzi e le ragazze friulane a scegliere di trascorrere un periodo all’estero durante o dopo gli studi per cogliere le opportunità più ghiotte per curriculum, stipendi e carriera, oggi sono le imprese di Nord Europa, Usa, Canada, Austria, a fare scouting a domicilio direttamente in Friuli. «È la prima volta che vediamo un arrivo così massiccio di imprese estere che vengono alla Fiera del lavoro dell’Università organizzata da Alig, in programma l’11 novembre on line e il 12 novembre in presenza al Teatro Nuovo Giovanni da Udine», dice Marco Sartor, delegato del rettore al Placement e ai Rapporti con le imprese.


Di quante aziende parliamo e di quali Paesi?


«Ne abbiamo diverse, che si mettono in contatto anche con il Career center dell’ateneo per fare attività di reclutamento. Al Centro si rivolgono aziende degli Usa, del Canada, del Nordeuropa e dell’Austria. Il dato ancor più interessante è che lo fanno in modo del tutto strutturato, partecipando alle fiere del lavoro. Credo sia anche un attestato di stima nei confronti del sistema formativo di Udine, perché vengono in Friuli, ma non li ho visti nelle Fiere del lavoro di altri atenei».


Per i laureati, un’opportunità. Per le aziende del territorio un potenziale problema: potrebbero trovarsi a corto di laureati.


«Al Career center arrivano moltissime richieste. In questo momento, per ingegneri e informatici abbiamo il quadruplo di richieste rispetto al numero di laureati. Quindi c’è un problema, che se non viene affrontato rischia di limitare la crescita delle aziende».


Come risolverlo?


«Una possibile soluzione potrebbe essere quella di favorire l’immigrazione di profili Stem da Paesi o in via di sviluppo o limitrofi come l’Albania e la Croazia, dove si parla italiano. Se i Paesi del Nordeuropa iniziano a fare reclutamento da noi e offrono anche paghe molto consistenti, l’Italia e quindi anche il Friuli se non vuole rimanere a corto di risorse necessarie deve iniziare a fare reclutamento in Paesi che possono vedere il nostro come un luogo privilegiato dove vivere. Penso per esempio alla Croazia, all’Albania, alla Romania, ma anche al Marocco. Da quanto mi risulta ci sono già movimenti di alcune aziende che stanno iniziando a valutare un piano di reclutamento in questi Paesi».


I dati Alma Laurea sulle magistrali mostrano un tasso di disoccupazione basso dei laureati dell’ateneo friulano.


«Ci sono anche delle sorprese. Colpisce che anche in aree più settoriali, come Scienze e tecnologie alimentari, per esempio, o Filologia moderna, la disoccupazione a tre anni dalla laurea è pari a zero. Come accade per Ingegneria elettronica e gestionale o Informatica. Ingegneria civile ha un tasso di disoccupati del 5,3%, ma sono comunque numeri piccoli. Quello che emerge anche dai dati del Career center è che, se un tempo le aziende friulane erano focalizzate solo su Ingegneria e Informatica, poi hanno iniziato ad allargare il campo di ricerca a tutta l’area scientifica e ora ricercano laureati anche in tutte le altre discipline. C’è una tale “fame” di laureati da assumere che le imprese sopperiscono all’eventuale mancanza di competenze specifiche o facendo fare corsi o talvolta anche master ai neo-dipendenti, per specializzare o riqualificare le persone».


Una volta questo fenomeno non esisteva?


«Da dieci anni a questa parte, questo è il momento in assoluto in cui il tasso di disoccupazione è più basso. Abbiamo un tasso di qualche punto, 2 o 3, praticamente fisiologico».


C’entra il Covid?


«Le spiegazioni possono essere tante. Sicuramente il Covid ha spinto tante persone a cercare un equilibrio diverso fra vita professionale e personale e tanti non sono più disposti a fare i sacrifici di prima. Inoltre, spesso le aziende sono rimaste ferme o hanno rallentato durante la pandemia. Quando l’emergenza è finita, improvvisamente tante posizioni si sono sbloccate. Come c’è tanta richiesta di materia prima, così oggi sul mercato del lavoro ci sono tante posizioni libere. E i laureati non bastano».


Non ci sono più dei corsi “zavorra”, quindi. Anche i corsi più di nicchia oggi danno da lavorare.


«I dati Alma Laurea rimostrano che tutti i corsi di laurea che ci sono offrono opportunità di assunzione. L’ateneo ha fatto anche un lavoro importante, creando tavoli di lavoro in ciascun corso di laurea, compartecipati dalle imprese, che ogni anno in modo regolare hanno fornito indicazioni per migliorare i percorsi di studi, integrando contenuti utili per le aziende».


Avete nuovi progetti per Ingegneria gestionale, dove lei è incardinato come professore associato?


«Stiamo lavorando a un progetto pilota per offrire una laurea con double degree (il doppio titolo, riconosciuto in Italia e in un altro Paese ndr) spendibile negli Usa. Attualmente l’ateneo di Udine ha una serie di corsi che offrono il doppio titolo di studio in Italia e in un Paese europeo. Stiamo lavorando a un progetto pilota per provare a dare per la prima volta un doppio titolo che sia al contempo italiano e americano. Un progetto del tutto sperimentale. Né Udine né nessun altro ateneo italiano, che noi sappiamo, ci è mai riuscito a fare un double degree italo-americano. Stiamo vedendo la fattibilità per Ingegneria gestionale».


Un’ultima domanda che esula dal contesto accademico in senso stretto. L’ex rettore dell’ateneo friulano De Toni ha dato la sua disponibilità per un’eventuale corsa al Comune di Udine. C’è un consiglio che si sente di dare al suo mentore? Secondo lei fa bene?


«Sicuramente il rettorato di De Toni è stato importante per la crescita dell’ateneo di Udine. In Università ha dimostrato capacità di innovazione e gestione, credo che possa dare un contributo importante anche a livello di gestione della cosa pubblica».

Ultimo aggiornamento: 17:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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