L'ultimo saluto ad Aurelia, il figlio: «Mamma ti voglio tanto bene»

Martedì 8 Dicembre 2020 di Susanna Salvador
L'ultimo saluto alla donna uccisa dal compagno


ROVEREDO L’immagine dell’addio ad Aurelia Laurenti è quella del bimbo di 8 anni che entra in chiesa con le manine appoggiate sulla bara della mamma. Un’immagine struggente come il funerale che ieri pomeriggio è stato celebrato nel duomo di Roveredo pieno nei suoi 130 posti, tanti quanti ne consentono le norme sull’emergenza sanitaria. E altre decine di persone hanno seguito il rito funebre nel piazzale antistante la chiesa dove il silenzio ha accompagnato le parole del dolore. Ci sono state le lacrime nascoste quasi con pudore, il pianto trattenuto fino alla fine della mamma di Aurelia circondata dall’affetto e dagli abbracci di tanti, gli occhi del bambino che si guardano attorno senza mai staccarsi da quella grande auto nera che sta per portare via per sempre la sua mamma, la dignità e la compostezza del papà Giacomo e del fratello Mirco. E l’incredulità, lo stupore che ancora si celano dietro gli sguardi che le mascherine sottolineano, per quell’omicidio avvenuto per mano del compagno di vita della donna e padre dei due bimbi di 3 e 8 anni.
IL FUNERALE
È un cielo cupo, quello che accoglie la triste cerimonia dell’addio per sempre. La pioggia concede una pausa per far sentire a tutti le parole pronunciate dai parroci di Roveredo e San Quirino, Ruggero Mazzega e Aniceto Cesarin. Parole di fede e di speranza davanti alla bara avvolta da rose bianche con qualche punto di rosa. «Sono giorni bui, pesanti per le nostre comunità. Ci siamo ripetutamente domandati cosa succede (...). Siamo stati coinvolti in una situazione che non pensavamo sarebbe potuta accadere da noi (...). L’uomo può anche sbagliare, essere cattivo. Ma non in questo modo. Perchè non fermi le nostre mani, Signore». Poi la preghiera per i figli di Aurelia, per la sua famiglia e per tutte le persone che le hanno voluto bene, recitata in un silenzio assordante. «Tremenda la voce della morte, Signore». Tremenda come il dolore che ha sconvolto due famiglie. 
LA LETTERINA
Poi è stata la voce, squillante, del figlio di Aurelia a riempire la chiesa e il cuore di quanti erano presenti al rito funebre. Una letterina per salutare per sempre la mamma. «Mamma ti voglio molto bene, grazie per quello che hai fatto per noi. Mamma, sei la cosa più bella che la vita ci ha dato. Papà ha sbagliato e per questo subirà le conseguenze(...). Al fratellino ci penso io e tutti gli altri. Mi mancherai sempre». Un applauso ha accolto le parole del bimbo, che erano state precedute dal saluto dei sindaci di Roveredo Paolo Nadal e di San Quirino Gianni Giugovaz: «È il momento del silenzio, del dolore e della preghiera», hanno detto offrendo parole di speranza a chi è rimasto. Poi le amiche di Aurelia che hanno ricordato il sorriso, la generosità, l’allegria della trentaduenne: «La bella persona che sei, l’amore per i tuoi figli (...). Buon viaggio». 
Alla fine se ne sono andati tutti, dopo gli abbracci e le parole di vicinanza. E il cuore di tutti è rimasto con quel bambino e le sue manine appoggiate sulla bara della mamma.

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