Il leghista Massimiliano Fedriga nuovo presidente della Conferenza delle Regioni

Venerdì 9 Aprile 2021
Massimiliano Fedriga
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TRIESTE - Dopo sedici anni la guida della Conferenza delle Regioni torna al centrodestra. Il presidente del Friuli Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga ha raccolto il testimone dal collega dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, del Pd, che ha guidato l'assemblea delle Regioni negli ultimi cinque anni. Un avvicendamento previsto da tempo, almeno da quando sono mutate le condizioni politiche che, nel 2015, portarono all'elezione di Bonaccini: con le ultime tornate elettorali, infatti, la maggioranza delle Regioni è passata al centrodestra. Il cambio è stato tuttavia congelato all'inizio della pandemia, quando i presidenti, in attesa di trovare un accordo sul nome, hanno confermato la fiducia a Bonaccini. Fedriga raccoglie il testimone di un'istituzione che nell'ultimo anno ha guadagnato peso. L'ultimo esponente del centrodestra a guidarla è stato il piemontese Enzo Ghigo, fino al 2005.

IL NEO ELETTO

«Il primo pensiero è un ringraziamento sincero e non formale al presidente Stefano Bonaccini e al vicepresidente Giovanni Toti - ha dichiarato il neopresidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga - Grazie al loro operato, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha acquisito un ruolo centrale nella concertazione istituzionale, reso ancora più evidente - ha aggiunto - in questi mesi vissuti all'insegna dell'emergenza per una pandemia che non ha dato tregua. Proprio le doti di equilibrio e franchezza di Bonaccini e Toti hanno fatto sì che la maggior parte delle decisioni e delle posizioni siano state assunte unitariamente, al di là delle legittime aspirazioni territoriali e delle stesse identità politiche».

«Sarà questo il fil rouge che legherà il lavoro pregresso ai numerosi impegni che attendono la Conferenza delle Regioni, a cominciare dalla grande ed impegnativa mobilitazione per il Piano nazionale vaccini - ha aggiunto - Le Regioni sono a tal proposito determinate a raggiungere tutti gli obiettivi fissati dal piano, iniziando, come ha sottolineato lo stesso Presidente del Consiglio, Mario Draghi, dalla necessità di giungere entro breve tempo a vaccinare tutta la popolazione over 60».

«Contemporaneamente, in un quadro di leale collaborazione - ha aggiunto il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia - continueremo a offrire il nostro contributo propositivo affinché, una volta raggiunte le condizioni di massima sicurezza e comunque nel rispetto dei protocolli di prevenzione, le numerose attività costrette alla chiusura dalle restrizioni figlie della pandemia possano progressivamente riaprire». «Ieri - ha sottolineato Fedriga - abbiamo avuto dal Presidente del Consiglio rassicurazioni importanti sulla necessità di un fattivo coinvolgimento delle Regioni nella realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ribadiamo quindi la nostra piena disponibilità a confrontarci, sin dalle prossime ore, con il Governo e con i singoli Ministri per fare in modo che le risorse previste dal Pnrr siano utilizzate presto e bene: un traguardo perseguibile solo attraverso interventi strutturali di semplificazione delle norme e snellimento delle procedure, in un quadro di stretta collaborazione con le Regioni e le Autonomie locali».

«Infine occorrerà lavorare per rafforzare ulteriormente il principio di leale collaborazione, ponendolo alla base di nuovi meccanismi di codecisione che segnino, come abbiamo rappresentato al Presidente della Repubblica, in occasione del 50esimo delle Regioni a Statuto ordinario, il superamento della rigida separazione delle competenze ed il definitivo passaggio ad una nuova stagione politica in cui l'esercizio dell'attività legislativa affondi le radici in logiche di intensa complementarietà fra centro e periferia», ha aggiunto. «Per questo, appare essenziale assegnare un ruolo centrale alle sedi della cooperazione interistituzionale e della concertazione tra i diversi livelli istituzionali, proprio a partire dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Quello che ci aspetta quindi è un cammino impegnativo da affrontare unitariamente», ha concluso Fedriga, rivolgendosi ai presidenti delle Regioni, guidati dall'unico faro «dell'interesse dei territori e dei cittadini che siamo stati chiamati a rappresentare». 

IL SALUTO DI BONACCINI

«In questi anni - il presidente uscente Stefano  Bonaccini - ho collaborato con tutti i colleghi presidenti, a prescindere dal colore politico, e con cinque governi che si sono succeduti, anche in questo caso di colore politico molto diverso. Avevo ribadito a più riprese, da un anno a questa parte, la mia disponibilità a questo avvicendamento, posto che da tempo la stragrande maggioranza di Regioni è a guida centrodestra».

L'ACCORDO

L'accordo è arrivato in maniera unitaria sul nome del presidente del Friuli Venezia Giulia, che sarà affiancato da un vicepresidente di centrosinistra, il pugliese Michele Emiliano. La conferenza delle Regioni ha assunto un ruolo di primo piano a livello istituzionale soprattutto all'inizio della pandemia, quando i primi provvedimenti assunti dal governo Conte per limitare i contagi, avevano delle importanti declinazioni territoriali. I primi Dpcm che Conte varò nella scorsa primavera, vennero infatti discussi, concertati e in alcuni casi stravolti dal confronto serrato con i presidenti delle Regioni. Bonaccini ha guidato questo confronto, non di rado mediando anche fra le diverse posizioni dei suoi colleghi, ma stringendo soprattutto un consolidato asse bipartisan con il presidente veneto Luca Zaia: due presidenti su sponde politiche diverse, ma accomunati dall'aver incassato la rielezione, dall'essere alla guida di due fra le regioni più colpite dal virus e dall'avere posizioni spesso non ortodosse rispetto alla leadership dei rispettivi partiti. «Il mio impegno - ha detto Fedriga - sarà quello di trovare un'unità di intenti e una sintesi costruttiva tra tutti i componenti delle assise da un lato e il Governo dall'altro. Soprattutto in questo momento di difficoltà che stiamo ancora attraversando, diventa di fondamentale importanza trovare una linea comune che permetta al sistema Paese di uscire dall'emergenza sanitaria e di affrontare, nel migliore dei modi, le sfide future che avremo davanti». Consolidando, cioè, il ruolo esecutivo dell'assemblea delle regioni, magari rilanciando anche la richiesta più volta avanzata di inserire la Conferenza delle Regioni e delle province autonome nella Costituzione, per farle assumere quel profilo istituzionale che i presidenti hanno cercato di conquistarsi. 

Ultimo aggiornamento: 10 Aprile, 08:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA