Vietato asfaltare le strade. Il bitume ora costa troppo

Domenica 2 Ottobre 2022 di Loris Del Frate
Vietato asfaltare le strade. Il bitume ora costa troppo

PORDENONE - Vietato asfaltare le strade. Una volta il bitume sul vecchio asfalto era uno dei vanti delle amministrazioni comunali. Non solo rigenerava le vie cittadine, ma dava lustro anche a sindaco e giunta. Ora è impossibile farlo. Non perché non serva più il lustro, ma semplicemente perché il bitume è schizzato alle stelle. Costa troppo, tanto per intenderci. «Ho dato mandato - spiega il primo cittadino di Pordenone, Alessandro Ciriani - che sino a quando non si abbasserà il prezzo non si asfaltano più le strade della città. Si rischia, infatti, di buttare via i soldi, cosa che non possiamo certo fare. Il bitume, infatti, è schizzato alle stelle con un aumento dei costi pari al 60 per cento in più. Sapete cosa significa? Se prima con un milione di euro si asfaltavano dieci chilometri, ora se ne fanno quattro. Mi pare evidente che a queste condizioni non sia giusto procedere con il programma delle asfaltature che avevamo in progetto. Aspettiamo che i costi scendano».


OPERE PUBBLICHE
Il problema, però, non è solo legato alle asfaltature. Già, perchè la stessa cosa - e forse pure più grave - interessa anche i lavori già finanziati con i soldi del Pnrr e con tutti gli altri finanziamenti europei e regionali, oltre che i lavori che il Comune paga in proprio. «Ebbene - va avanti il sindaco Ciriani - allo stato l'aumento dei costi delle materie prime legato alle opere in via di realizzazione o di quelle in partenza porta un aumento complessivo di circa 12 milioni. Un delta che diventa impossibile da affrontare e che ci porterà a fare alcuni ragionamenti sulla necessità di dilazionare i tempi di avvio di alcuni cantieri».


IL PROBLEMA
Ragionamento che fila quello del sindaco, ma che trova un ostacolo. Le opere finanziate con i soldi del Pnrr, infatti, devono essere collaudate (quindi già terminate da tempo) entro il 2026. Dilazionare i tempi di avvio dei cantieri significa correre il rischio di dover restituire il contributo. «Problema che conosciamo benissimo - va avanti Ciriani - e sul quale sta lavorando anche l'Anci. L'obiettivo è di ottenere da parte del Governo una revisione dei termini di completamento in modo da attendere che i costi delle materie prime si abbassino. Anche perchè - va avanti - il Comune di Pordenone ha opere finanziate per 90 milioni di euro. I soldi in più da mettere sul tavolo per l'aumento dei costi sarebbero un'infinità».


LE BOLLETTE
Ma i pensieri che corrono nella testa del primo cittadino sono anche altri, come se questi già non fossero sufficienti. Esattamente come per le famiglie, anche in Comune i costi dell'energia sono raddoppiati. Solo che tra il Municipio, tutti gli immobili comunali destinati ad uffici, musei, sale di esposizione, asili nido, scuole materne, scuole elementari e medie, palestre, impianti sportivi e via dicendo, la bolletta del 2021 è stata circa di 3.3 milioni di euro. La questione, però, è decisamente devastante per l'anno in corso, visto che i gestori sul report ricognitivo che hanno inviato al sindaco, parlano di una bolletta a fine anno di 6 milioni e 100 mila euro. In rialzo. «A fronte di queste cifre - conclude Ciriani - c'è poco da dire. Fa senza dubbio girare le scatole pensare che i 3 milioni di avanzo di bilancio in spesa corrente già quest'anno li abbiamo messi per pagare l'impennata delle bollette. Si potevano fare tante cose, invece sono finiti lì. Ora se Regione e Governo ci danno una mano copriremo, altrimenti saranno seri problemi».

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