Alzheimer, inventata una app che stimola il cervello e rallenta la malattia

Venerdì 14 Febbraio 2020 di Emanuele Minca
Anziani
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SAN VITO - Il mondo delle app per contrastare il decadimento cognitivo nei primi stadi dell'Alzheimer: si rafforza il progetto di stimolazione cognitiva che da anni sta interessando il territorio sanvitese e che coinvolge soggetti affetti da demenza e le loro famiglie. Finanziato dalla Fondazione Friuli con ente capofila l'Uti Tagliamento, ad attuare il nuovo progetto sono il Servizio Sociale dei Comuni, l'associazione Familiari AlzheimerOnlus di Pordenone (Afap), l'Azienda sanitaria Friuli occidentale (Asfo) in collaborazione con l'associazione Studi e Ricerche per il Kennedy Pordenone. Una sperimentazione avviata nel 2019 con il nome di Mente in allenamento, che ha permesso di avviare un confronto sui diversi approcci di cura e sostegno ai malati di Alzheimer.
OLTRE I FARMACI
Constatato infatti che a fronte dell'aumento del numero di pazienti affetti da demenza, le prospettive di cura unicamente farmacologiche non hanno fatto registrare alcun progresso pratico, la stimolazione cognitiva dà nuove risposte. Essa si basa sulla stimolazione delle funzioni cognitive non ancora compromesse, tendendo al loro mantenimento e rallentando così il decorso della malattia. Coinvolti nel progetto sono anziani in fase pre-clinica mild cognitive impariement, ovvero persone che potrebbero diventare dementi ma che col sostegno esterno rimangono per lungo tempo attive nelle loro capacità cognitive. Il progetto ha previsto l'individuazione di un gruppo di dieci persone da parte degli specialisti neurologi dell'assistenza sanitaria Friuli occidentale all'interno della loro attività ambulatoriale a cui è stato proposto di partecipare a piccoli gruppi all'attività di stimolazione organizzata con i neuropsicologi dell'associazione Afap. L'attività è stata svolta al centro diurno per anziani con disturbi cognitivi Fruts di un timp attivo dal 2001 a Casarsa. Nel contempo, è stato proposto anche ai familiari/caregivers di prendere parte ai gruppi di aiuto-mutuo aiuto, condotti da un facilitatore dell'Afap. Nello specifico, individuato come elemento innovativo, il progetto ha trovato la collaborazione dell'associazione Studi e Ricerche per il Kennedy di Pordenone, che ha mobilitato gli stessi studenti della scuola pordenonese per la creazione di applicazioni con esercizi di stimolazione cognitiva.
LO STUDIO
Gli studenti, oltre a creare le App, si sono anche resi disponibili per addestrare gli anziani all'utilizzo di tali strumenti. Anche le famiglie sono state dotate di tablet con apposite app pensate dagli studenti per essere utilizzate da soggetti affetti da Alzheimer assieme ai familiari, così da costituire un ponte tra generazioni in uno scambio di conoscenze reciproco e di rafforzamento di relazioni sociali all'interno della comunità. E i risultati raccolti della sperimentazione sono positivi. Il progetto di quest'anno, finanziato dal bando welfare 2019 della Fondazione Friuli dal titolo Digital - Mente, che continua ad interessare il Sanvitese e la struttura di Casarsa, proseguirà le attività e le diverse collaborazioni svolte lo scorso anno con il progetto Mente in allenamento, introducendo però delle novità. Dopo la sperimentazione dello scorso anno sui primi 10 utenti, infatti, si andrà ad allargare la platea di soggetti interessati dal progetto. Sarà inoltre consolidata e strutturata la filiera di servizi ed azioni capace di prendere in carico il potenziale malato di Alzheimer dalla fase iniziale della malattia mettendo in contatto , ospedale, servizi sociali ed associazioni che hanno il compito di sostenere le famiglie nel lavoro di cura e per garantire la piena continuità assistenziale. Ci si auspica quindi la formalizzazione di protocolli per creare un sistema integrato dei percorsi socio-sanitari, adempiendo così ai principi della riforma sanitaria regionale.
Emanuele Minca
© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio, 08:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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