Volti di donne nel sottopasso: la street art di Carolì

Lunedì 10 Maggio 2021 di Iris Rocca
Volti di donne nel sottopasso: la street art di Carolì

L’OPERA
ALBIGNASEGO - Ad Albignasego la festa della mamma è un percorso nell’universo femminile. Un percorso a forma di sottopassaggio pedonale, quello che unisce Sant’Agostino a Mandriola, dove venti volti di donna stanno diventando realtà grazie al colore e alle emozioni di Carolina Blanco, per tutti Carolì. Argentina di nascita, albignaseghese di adozione da quasi 20 anni, la street artist è al termine di un ciclo che l’ha vista esprimersi artisticamente in quattro sottopassaggi tra le diverse vie della città. «È una struttura architettonica sulla quale mi piace lasciare il mio messaggio. È un luogo nel quale ci si addentra, stimolando un vero e proprio percorso di riflessione, soffermandosi a guardare i miei personaggi, a leggere le frasi che li accompagnano, messaggi che sento miei e voglio diffondere alla mia maniera, attraverso il colore».
IL MESSAGGIO
E di messaggi Carolì ne ha lanciati molti, soprattutto in chiave femminile. «Ho lavorato in diverse città, ma Albignasego, grazie alla collaborazione con la Commissione Pari Opportunità e tutta l’amministrazione, resta la mia “tela” preferita. Qui mi sono espressa su più fronti, ma amo il muro, una struttura forte che lascia un messaggio di responsabilità». Carolì ha rivisitato le tappe della pandemia nel sottopasso di Lion, ha ricordato i giudici Falcone e Borsellino nel quadro esposto nella sede comunale, ha tinteggiato 40 metri del muro dell’Ipercity sul rapporto tra uomo e progresso, ha dedicato il palazzetto polivalente alle donne vittime di abuso, con volti di principesse alle quali mancava lo sguardo, ha ricreato un percorso di scarpe rosse per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
IL TEMA
Il tema femminile ritorna, così ha scelto la festa della mamma per sedere a gambe incrociate e, a colpi di blu e arancio, lasciare esprimere le bombolette. «Ho sviluppato una passione senza paura del giudizio, arrampicandomi sui muri, vestendo in modo stravagante, sporcandomi - racconta tra i passanti incuriositi dall’opera che prende forma. – Vorrei incoraggiare al rispetto, alla solidarietà femminile. Ogni intervento è importante, perché tocca tematiche scomode che graffiano le coscienze: bullismo, depressione, futuro. Dalle difficoltà si può uscire, lo vedo su me stessa. L’arte allenta le mie ansie e parlo di disturbi che esistono, perché non si è soli. Qui, donne di ogni etnia rappresentano tante realtà, in cui alle volte le labbra e i cuori sono sbarrati, con una croce divisiva, che spero un giorno di poter levare dai miei graffiti».
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