Dopo undici anni il Petrarca torna a giocare al Plebiscito

Sabato 21 Agosto 2021 di Alberto Zuccato
Il derby tra Petrarca Padova e Rovigo

PADOVA - Il Petrarca torna a giocare al Plebiscito. Per tutta la stagione. Compresa l’amichevole di venerdì 3 settembre con le Zebre e il debutto stagionale ufficiale dell’11 settembre in Coppa Italia con il Mogliano, quindi tutte le partite del Top 10, a partire dalla prima, il 25 settembre con il Piacenza. La società ringrazia «per la preziosa collaborazione Sport Project, che ha la gestione dell’impianto, di proprietà del Comune di Padova, e l’assessore allo Sport Diego Bonavina per la premura e l’attenzione dedicate». A parte qualche partita di campionato con il Rovigo (i tifosi del Bersaglieri sono sempre numerosi e calorosi) e le due finali per lo scudetto del 2011 e del 2021, il Petrarca non disputava tutte le gare al Plebiscito dalla stagione 2009-10, che è stata anche l’ultima prima della decisione della Fir di formare due “franchigie”, a Treviso e a Parma, che disputassero la Celtic League, con conseguente, inevitabile, ridimensionamento del campionato italiano e calo di interesse da parte degli appassionati.


INTERESSE SOPITO
Perché ora il Petrarca ha preso questa decisione? «É stata dettata dal desiderio di tentare di attrarre più pubblico – dice il presidente Alessandro Banzato – di fare qualcosa per ridestare l’interesse che negli ultimi tempi si è un po’ sopito, augurandoci che non ci siano restrizioni dovute al Covid come purtroppo è capitato negli ultimi due anni. Non solo nel rugby, ma in tutto il mondo dello sport». «Ne abbiamo parlato a lungo con tutti i dirigenti e abbiamo pensato che questo tentativo andava portato avanti, consci che i primi tempi non saranno facili, che non tutti, anche per più che comprensibili motivi di affetto, di cuore, saranno d’accordo sulla decisione di lasciare la Guizza. Stiamo studiando delle iniziative che invoglino il pubblico a venire al Plebiscito a sostenerci, anche contando sui risultati positivi che la squadra è in grado di ottenere nel Top 10. Il Plebiscito è stato per tanti anni lo stadio del Petrarca, abbiamo pensato che questo era il momento opportuno per tornarci. Vogliamo essere ottimisti».


SCELTA CORAGGIOSA
Una scelta senza dubbio interessante, che probabilmente va letta anche ricordando che tre anni fa il Petrarca ha inoltrato in Federazione, a firma di Alessandro Banzato, una lettera in cui chiedeva l’ammissione alla Celtic League, dicendosi pronto a sostenere tutte le spese, senza alcun contributo economico da parte della stessa Fir, che finanzia per intero le Zebre e che elargisce quattrini anche alla Benetton Treviso. Insomma: per la Federazione sarebbe un notevole risparmio che potrebbe investire sul territorio e l’attività di base, per cui può essere che questo ritorno al Plebiscito – impianto che ha una capienza di circa novemila spettatori, e quindi, al contrario della Guizza che ne può contenere non più di un migliaio, idoneo per partite di livello internazionale - sia anche una sorta di prova generale per mettere alle strette la Federazione e ottenere, finalmente, una risposta. Che il presidente Banzato, che non ha mai fatto mistero di ambire a disputare la Celtic League, di sicuro si augura positiva. Undici anni fa al Plebiscito la media di spettatori per partita si aggirava sulle duemila unità abbondanti, una quantità che in questo momento sembra difficilmente raggiungibile, ma che strada facendo può venire uguagliata, soprattutto – come sottolineato da Banzato - se ci saranno risultati di rilievo e un rugby gradevole da vedere. Il Plebiscito andrebbe anche un po’ attrezzato, se così si può dire. Per esempio con un bar, un chiosco, un’area di parcheggio che d’inverno non sia già piena delle auto di chi si reca al Palaghiaccio, piccoli accorgimenti che possono aiutare a fare la differenza. Intanto il Petrarca ha allestito (e il mercato non è ancora chiuso) una squadra ancora più forte di quella che la scorsa stagione ha perso, con molta sfortuna, la finale per lo scudetto con il Rovigo. Nessuno tra i dirigenti e i tecnici bianconeri lo ammette (la scaramanzia nello sport è proverbiale) ma l’obiettivo per questa stagione non può che essere il titolo tricolore.
 

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