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Una mappa per trovare le bombe inesplose: la collaborazione tra Università ed Etra

Martedì 28 Giugno 2022 di Michelangelo Cecchetto
Una mappa per trovare le bombe inesplose delle due guerre mondiali
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PADOVA - Si stima che tra la Prima e la Seconda guerra mondiale siano state sganciate in Italia quasi 400mila tonnellate di bombe: milioni di ordigni inesplosi, mine, proiettili di artiglieria, di mortaio e bombe d'aereo si trovano disseminati sul territorio. Ancora oggi la possibilità di rinvenire ordigni bellici durante le attività di scavo è tutt'altro che trascurabile. Le operazioni di disinnesco e successivo brillamento richiedono una particolare organizzazione e investimenti economici. Per individuare le aree colpite dai bombardamenti aerei il Dipartimento di scienze storiche, geografiche e dell'antichità dell'Università di Padova ha avviato la realizzazione di un sistema informativo geografico in grado di mappare il rischio di ritrovamento di tali materiali all'interno del territorio gestito da Etra Spa, la multiutility a totale proprietà pubblica che svolge servizi idrico- ambientali dall'altopiano di Asiago ai colli Euganei, comprendendo il Bassanese, l'Alta Padovana e la cintura urbana di Padova.

La mappa delle bombe

Valutazione rischio bellico (Vrb) è il nome del progetto coordinato dal professor Aldino Bondesan, frutto di un accordo quadro sottoscritto nel 2020 tra Etra, l'ateneo e il Consiglio di bacino Brenta. Riunisce quasi un centinaio di Comuni ed è unico in Italia nel suo genere. A finanziarlo con 240mila euro è Etra, include anche un dottorato di ricerca e l'Università ha invece messo a disposizione il suo personale di ricerca. «Vi sono delle importanti e immediate ricadute pratiche. La realizzazione del sistema informativo geografico - illustra Bondesan - sarà attuata attraverso una approfondita ricerca storico-documentale e l'elaborazione di cartografia tematica specifica, dove il contributo degli archivi storico militari nazionali e stranieri e dei musei locali sarà fondamentale. In tal senso, di estremo interesse si è rivelata l'analisi di centinaia di carte storico-militari che hanno permesso la ricostruzione dettagliata del fronte del Piave e dei campi di battaglia del monte Grappa e dell'altopiano di Asiago». Collabora al progetto anche il Dipartimento di Geoscienze col coordinamento del professor Matteo Massironi. «Nella gestione dei servizi che offriamo al territorio - spiega il presidente di Etra, Flavio Frasson - Ogni volta siamo tenuti a effettuare verifiche per valutare il rischio di ritrovare ordigni, ma non sono poche le occasioni in cui ci imbattiamo in bombe inesplose. Ecco perché ci siamo rivolti all'Università, che con il suo progetto ci permetterà di avere un quadro preventivo e organico per effettuare gli interventi in sicurezza e diminuire i rischi e i disagi per i cittadini e i nostri operatori». Il progetto prevede la realizzazione di siti test, dove saranno interrati dei bersagli artificiali su cui impiegare strumentazione geofisica d'avanguardia per valutare i migliori metodi da usare nella ricerca sul campo. Non solo metal-detector ma georadar, magnetometri ed elettromagnetometri, sistemi più complessi e sofisticati nonché rilievi aerei.

Ultimo aggiornamento: 11:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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