Dopo la morte della compagna non si era più ripreso: addio all'artista Galeazzo Viganò

Sabato 25 Settembre 2021 di Nicoletta Cozza
Galeazzo Viganò e Sandra Varagnolo

PADOVA - A dicembre la scomparsa dell'amata compagna Sandra Varagnolo l'aveva prostrato. Da allora non si era più ripreso e ieri notte si è addormentato per sempre all'Istituto Configfliachi, dove si era trasferito. Galeazzo Viganò, pittore e incisore, uno degli artisti padovani più noti, è mancato all'età di 84 anni. Uomo di mare e appassionato di vela, nel suo studio di via Dondi dell'Orologio, annesso all'abitazione, aveva creato opere di straordinaria suggestione, per esempio raccontando con le vibrazioni della luce che muove le onde le città della Dalmazia, della Grecia e della costa fino a Istanbul, ma anche dipingendo volti di personaggi come quelli oggetto di una mostra a Palazzo Zuckermann.

Il suo capolavoro, però, è la Pala alta oltre due metri e larga uno e mezzo, che per la prima volta riproduce insieme San Leopoldo, il confessore d'Oriente, e Sant'Antonio, il predicatore dell'Occidente, nella seconda cappella a sinistra dell'Abbazia di Praglia: gli era stata commissionata nel 1978 dall'amico Leopoldo Rizzi e per realizzarla aveva impiegato 20 mesi. Aveva preparato con anticipo, come gli artisti dell'antichità, le polveri necessarie per ottenere una resa cromatica di effetto e infatti i due Santi sembrano affiorare da un azzurro strepitoso. Aveva studiato i dettagli con attenzione storica: gli inserti di finti rilievi marmorei, i simboli di vario tipo, le finestre su Santa Sofia e su Santa Giustina, il reliquario incassato come una chiesetta (la Porziuncola), l'oro zecchino che rifulge e le pietre incastonate sulla tavola, coniugando un'impostazione bizantineggiante con le figure dipinte tridimensionalmente, e la stereometria tipica dell'icona.

LE OPERE

Viganò, nato a Padova nel 1937, ad Alassio aveva imparato ad amare il mare. Uomo di profonda cultura, aveva iniziato a dipingere nel 1957 e le sue opere erano state esposte in tutta Italia. Nel '78 l'exploit internazionale e con l'Associazione Incisori Veneti approda a Vienna, Praga, Parigi, Innsbruck e Leningrado, mentre nell''83 partecipa alla mostra di grafica della Quadriennale d'arte di Roma, con tappe a Montreal, Ottawa, Toronto e Vancouver. Le tele, apprezzate in tutto il mondo, passano poi dal castello di Praga al Museo di Bratislava. Nell'85 Vittorio Sgarbi aveva presentato a Villa Foscari Widman la prima delle tre cartelle di litografie dal titolo Venezia Bisanzio Il Mare L'oro. Significativa, infine, la sua presenza in Vaticano, dove accanto agli illustratori della Divina Commedia Viganò emerge con l'incisione sul canto XII dell'Inferno di Dante. «Sandra - osserva Rizzi - era il suo pilastro. E non ha retto quando è morta. Galeazzo era ateo, ma aveva una grande cultura cristiana e la Bibbia è il libro che ha sfogliato di più. I suoi quadri criptati esprimono l'illuminazione di Dio sul mondo attraverso una nuvoletta nella parte più alta del Cielo, che in definitiva è la Trinità. Gli avevo commissionato la Pala che è a Praglia, ed è riuscito a fare un'opera straordinaria, ricca di simboli esoterici, l'unica a tema francescano, custodita in una basilica benedettina».
 

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