Tre settimane e tre giorni, il lungo addio alla ragazza diventata la figlia di tutti

Martedì 5 Dicembre 2023 di Angela Pederiva
Tre settimane e tre giorni, il lungo addio alla ragazza diventata la figlia di tutti

PADOVA - Dopo tre settimane e tre giorni di angoscia e di speranza, di dolore e di rabbia, si concluderà oggi in tre ore il lungo addio a Giulia Cecchettin.

La figlia, la sorella, l'amica di tutti, la ragazza per cui ciascuno ha cominciato a provare timore e affetto già all'indomani dell'11 novembre, vedendo però con il passare del tempo inesorabilmente trasformarsi il giallo della scomparsa nel più nero dei femminicidi: gli appelli caduti nel vuoto, la vana caccia all'auto di Filippo Turetta in fuga, il ritrovamento del corpo di lei, l'arresto e l'estradizione di lui, l'interrogatorio rifiutato e quello accettato, l'autopsia, la ricerca della verità e la richiesta di giustizia, il dibattito sulla violenza di genere, sulle relazioni tossiche, sul patriarcato. Uno stillicidio umano e mediatico, giudiziario e sociologico, che ora arriva al momento dell'ultimo saluto: alle 11 nella basilica di Santa Giustina a Padova e alle 14 nella parrocchiale di San Martino a Saonara, i luoghi del cuore per una giovane donna che ha fatto palpitare l'Italia intera.


GLI ALLESTIMENTI
Nella mappa della tragedia, per tre settimane e tre giorni il racconto è stato localizzato a Marghera per l'ultima cena, a Vigonovo per la prima aggressione, a Fossò per la coltellata fatale, a Pian delle More tra Aviano e Barcis per il rinvenimento del cadavere di Giulia, a Lienz per l'avvistamento della Fiat Grande Punto in Austria, a Bad Dürrenberg e a Halle per la cattura e la reclusione di Filippo in Germania, a Montorio Veronese per la detenzione cautelare. Ma per queste tre ore di celebrazione religiosa e ricordo laico, la famiglia Cecchettin ha scelto Padova e Saonara, la città in cui la 22enne si era diplomata al liceo Tito Livio e stava per laurearsi in Ingegneria biomedica, il paese di mamma Monica che l'abbraccerà per sempre nel loro eterno riposo. «Povera creatura innocente, è arrivato il momento di lasciarla andare in pace: è stato giusto parlarne perché è successa una cosa troppo brutta, ma adesso credo sia meglio che scenda il silenzio», diceva ieri una barista, osservando il viavai degli allestimenti in corso attorno a Prato della Valle.
Gli operai con le pettorine arancioni posavano le piante verdi lungo le navate, Giulia vestita di rubino rideva sull'altalena nella gigantografia affissa sulla facciata della chiesa, i pixel colorati delle prove televisive lampeggiavano sul maxi-schermo posizionato nel sagrato, lungo le fasce blu campeggiavano i cartelli del divieto di sosta tutt'attorno . Ma il battito della lunga trepidazione si fa sentire anche nel resto della città del Santo: alla libreria Feltrinelli in via San Francesco è annullato l'incontro con gli autori, perché la catena «si unisce alla famiglia di Giulia Cecchettin, alla città di Padova e al Veneto in questo momento di profondo dolore»; nel cortile antico del Bo un dottore con l'alloro sorride in silenzio, in attesa che le bandiere calino a mezz'asta e le lezioni siano sospese; a Palazzo Moroni sul Liston la sedia con il drappo rosso, simbolo della violenza sulle donne, spunta appena dietro l'albero di Natale con il biglietto «per Giulia».


LA NONNA
Una giovane che la nonna Carla Gatto a "Pomeriggio 5", nella vigilia di «un giorno dolorosissimo», ha descritto così: «Era una ragazza forte, ma allo stesso tempo aveva un animo buonissimo, ed era eternamente allegra, per lei andava sempre tutto bene. Era come una ragazzina, amava i pupazzi, era una rosa che sta sbocciando». Per lei, e per tutte le altre, oggi i primi cittadini indosseranno la fascia tricolore e assumeranno un impegno ufficiale: «Ci sarò io in prima persona annuncia Mario Conte, presidente regionale di Anci e con me tanti colleghi sindaci del Veneto. Ancora una volta, saremo uniti per dare un segnale forte, di coesione e volontà di stare vicini alla famiglia di Giulia e allo stesso tempo dire basta alla piaga dei femminicidi. I sindaci vogliono mettere in campo politiche attive insieme alle scuole, alle famiglie, alle società sportive, alle associazioni a tutela delle donne e nondimeno per l'educazione degli uomini».

Ultimo aggiornamento: 11:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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