Omicidio Cecchettin. I curiosi a scattare foto alla casa dei Turetta: «Siamo come Cogne»

Mercoledì 29 Novembre 2023 di Eugenio Garzotto
Omicidio Cecchettin. I curiosi a scattare foto alla casa dei Turetta: «Siamo come Cogne»

TORREGLIA (PADOVA) - «La nostra comunità in questi giorni ha sempre espresso una viva partecipazione e ha mostrato una grande vicinanza alle famiglie di Giulia e Filippo, travolte anche se in modo molto differente da una grande tragedia che ha squassato le loro esistenze. Ma ora sente davvero il bisogno di recuperare la propria quotidianità». Sono parole del sindaco di Torreglia Marco Rigato, che arrivano a poche ore dal primo interrogatorio di Filippo Turetta, accusato dell'omicidio della 22enne ex fidanzata.

Il giovane, fra le lacrime, ha ammesso di fronte al Gip Benedetta Vitolo e al Pm Andrea Petroni, alla presenza del suo avvocato Giovanni Caruso, di essere l'autore del delitto.


Una dichiarazione spontanea prima di avvalersi della facoltà di non rispondere. E una conferma di cui nessuno, nel comune euganeo, sentiva la necessità e che non giunge certo come un fulmine a ciel sereno. Ma oltre ai sentimenti di dolore, sgomento e anche di rabbia nei confronti del 21enne, che vanno comunque di pari passo con la profonda pena per i genitori Nicola Turetta ed Elisabetta Martini e il fratello più giovane di Filippo, comincia a farsi strada anche un certo fastidio per il clamore sollevato dalla tragica vicenda. Un faro puntato da settimane su una cittadina ai piedi dei colli Euganei che non è mai stata abituata a finire nei titoli di apertura di quotidiani e televisioni.


Un'atmosfera che ieri mattina, quando l'interrogatorio di Filippo Turetta era ancora in corso, si respirava chiaramente ascoltando i commenti dei rari passati che attraversavano la piazzetta, spazzata dal vento gelido, su cui si affaccia il condominio dove abita la famiglia.
«Sono stati messi in croce quando di colpe non ne hanno mormorava una donna, camminando a passo svelto . Qual è il genitore che si allarma perché il proprio figlio ha una delusione d'amore? Come può arrivare a pensare che tutto questo porti alla fine a un omicidio?».


Ma c'è anche dell'altro. La curiosità morbosa di chi passa per via Mirabello in auto e rallenta per osservare la casa. E magari scatta rapido una foto con il telefonino. Scene del genere, ripetutesi immancabilmente anche ieri, si sono viste fin dai primi giorni di questa tragedia, addirittura da quando il corpo di Giulia non era ancora stato trovato da chi la cercava col cuore in gola. E l'insofferenza comincia a mostrarsi apertamente.


«Stiamo diventando come Cogne», è una delle frasi che si sentono, con riferimento all'assassinio nel 2002 del piccolo Samuele Lorenzi, per il quale venne condannata la madre Anna Maria Franzoni. La paura di molti è che anche Torreglia subisca la medesima sorte del paesino valdostano, divenuto per anni meta di macabri "tour" di chi era alla ricerca di forti emozioni sulle tragedie altrui.


C'è insomma il desiderio di tornare alla normalità. Non di dimenticare sia chiaro né tanto meno di minimizzare il dramma dei femminicidi che ha assunto le dimensioni di una vera e propria emergenza nazionale (lo dimostrano le oltre mille persone che sabato scorso hanno preso parte alla fiaccolata in ricordo di Giulia), ma perlomeno di tornare a pensieri e preoccupazioni consuete.


E a chi fa notare al sindaco che l'impressione alla fine è quella di una grande stanchezza, con sincerità Rigato ribatte: «È più di un'impressione». L'amministrazione comunale sta attendendo di conoscere la data dei funerali di Giulia. «Speriamo che non venga celebrato in un giorno in cui dovremo affrontare degli impegni improrogabili si augura il primo cittadino . Altrimenti ci saremo senz'altro».

Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 11:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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