Crisanti dice sì al bollettino quotidiano: «Serve trasparenza». Calo dei contagi? «Grazie alle scuole chiuse, risaliranno»

Venerdì 14 Gennaio 2022
Andrea Crisanti dice sì al bollettino quotidiano: «Siamo in un'epidemia, serve trasparenza»
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PADOVA - Andrea Crisanti torna a dire la sua, stavolta sui report giornalieri diffusi alla popolazione: «Visto che siamo in un'epidemia che interessa tutti quanti noi, penso che, per trasparenza, dobbiamo sapere tutto, perché tutti quanti noi dobbiamo essere in grado di poter valutare le misure che vengono prese. Dare numeri solo su ricoverati e decessi significa praticamente nascondere una parte importante della verità». Così Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia dell'Università di Padova, ad Agorà su Rai Tre, in merito all'ipotesi di rendere settimanale il bollettino sul conteggio dei contagi da Sars-Cov-2. «L'epidemia è un fenomeno complesso e si misura attraverso una serie di parametri che sono i casi giornalieri, le ospedalizzazioni, i decessi e l'indice Rt». Quindi ha aggiunto: «Non capisco quale sia la ratio di non comunicare alla popolazione, a un certo punto, il numero di casi. Siamo in una epidemia che interessa tutti, è assolutamente fuorviante questo discorso e non ci trovo nulla di epidemiologico».

Curva Covid, con riapertura scuole risalirà

«Quello che vediamo adesso è una leggera diminuzione della crescita dei casi legata al fatto che ci sono stati quasi 18-15 giorni di vacanza nelle scuole, quindi praticamente ci stiamo trascinando questo effetto positivo che durerà ancora circa una settimana. Poi penso che la crescita aumenterà ancora, probabilmente fino a fine di gennaio, quindi a fine di gennaio riusciremo ad avere finalmente il picco», ha affermato ancora Andrea Crisanti. Dopo il picco, ha aggiunto, »bisognerà credo fare un ragionamento sul livello di protezione della popolazione italiana come fanno gli inglesi. In Inghilterra ogni settimana fanno un monitoraggio sulla prevalenza di anticorpi contro il virus e il livello di anticorpi l'Inghilterra in questo momento sta intorno al 96%, cioè su 100 persone 96 hanno anticorpi, il ché significa che o si sono vaccinati o si sono infettati: sono informazioni importanti perché la politica sanitaria non può essere basata sui vaccinati, perché non è che si può indurre 40-50 milioni di persone a farsi la quarta o la quinta vaccinazione, ci deve essere un razionale dietro«.

 

Ultimo aggiornamento: 11:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA