Contagi doppi o tripli da Covid: registrati 14 mila casi tra Omicron e sottovarianti

Giovedì 12 Maggio 2022 di Elisa Fais
Contagi doppi o tripli da Covid: registrati 14 mila casi tra Omicron e sottovarianti
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PADOVA -  La corsa del contagio stia rallentando, ma con la diffusione di Omicron e delle sue sottovarianti aumenta la possibilità di reinfettarsi. Il numero di padovani che sono risultati positivi al Covid per due volte a distanza di mesi dopo la guarigione è aumentato di dieci volte nel giro di cinque mesi. Se a gennaio i casi di doppia infezione si fermavano a 1.550, oggi arrivano a quota 14.286, salendo al 4.3% del totale dei 332.338 contagi segnalati in provincia di Padova dall’inizio dell’emergenza. In 81 hanno contratto il virus per ben tre volte. Nell’ultima settimana le reinfezioni rappresentano il 10% di tutti i tamponi positivi. Il quadro, delineato ieri dall’Ulss 6 Euganea, fa capire che il Covid è tutt’altro che scomparso. 
«Si va verso una convivenza con il virus – spiega il direttore generale, Paolo Fortuna –. Il ruolo del vaccino risulta sempre e comunque fondamentale. Una persona non vaccinata rischia di finire in ospedale 3,7 volte di più rispetto un vaccinato. In questo momento la richiesta è in forte calo, arriviamo appena a 200 vaccinati al giorno su tutta l’Euganea». 


LA RIORGANIZZAZIONE 
L’86% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale e l’86,8% di questi, ha anche la terza dose. Ma rimangono 120mila padovani senza copertura. A partire dal primo luglio, intanto, chiude il padiglione 6 della Fiera di Padova dove si fanno sia vaccini che tamponi di screening. «Nel periodo estivo potenzieremo il servizio all’ospedale ai Colli – aggiunge Fortuna -. Nella bassa padovana rimarrà attivo il centro di Este e nell’alta quello di Camposampiero». Al momento l’Euganea esegue circa 5mila tamponi tra rapidi e molecolari al giorno. 
«Non sono particolarmente ottimista riguardo l’autunno e spero di sbagliarmi – ammette il direttore sanitario, Aldo Mariotto -. Dobbiamo tenere alta l’attenzione, i ricoveri sono sotto controllo ma non sono azzerati». Sul fronte ospedali di comunità, vanno verso la chiusura i 12 posti letto Covid di Camposampiero. Mentre rimarranno aperti Conselve e Piove di Sacco. 
«Continua il contagio nelle case di riposo – conferma il direttore dei servizi socio-sanitari Maria Chiara Corti - nell’ultima settimana abbiamo registrato 134 ospiti positivi all’interno di quattro cluster. Ora si sta raccogliendo il consenso per quarta dose booster». 


EMERGENZA UCRAINA 
Si contrae anche la richiesta di assistenza sanitaria da parte degli ucraini in fuga dal conflitto. L’Ulss 6 finora ha preso in carico 1.400 profughi, ma dal 5 maggio si contano appena cinque o quattro contatti al giorno. Il punto tamponi davanti alla stazione ferroviaria, infatti, sarà chiuso e verrà spostato in Fiera. L’hub di accoglienza a Monselice, che ad oggi conta 81 ospiti, verrà svuotato e le persone saranno affidate ai centri di accoglienza straordinari o ai privati. 


PEDIATRIA 
Nei giorni scorsi è stato siglato il nuovo patto per la Pediatria in Ulss 6 Euganea, fermo dal 2017. «Un passo importante – afferma il dottor Franco Pisetta, rappresentante dei pediatri di libera scelta (in foto qui accanto assieme a Fortuna e Mariotto) -. Sono stati fusi assieme i tre precedenti accordi legati alle ex Ulss 15, 16 e 17, dando a tutti i 102mila bambini e ragazzi del padovano lo stesso livello di assistenza. Tra i vari punti, c’è la continuità assistenziale offerta alle famiglie attraverso l’associazionismo». 


LA PROTESTA 
Mentre l’estate si avvicina, la Cisl punta il dito contro il piano ferie presentato dall’Ulss 6 Euganea e annuncia lo stato di agitazione per bocca di Fabio Turato, Emiliano Bedon e Alessandro Piovan: «Dopo due anni di emergenza i dipendenti hanno bisogno di recupero psicofisico. Inoltre, vengono ridotti 164 posti letto e a Schiavonia sarà esternalizzato il servizio di trasporto malati». 
 

 

Ultimo aggiornamento: 16:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA