Covid, i nuovi contagi mandano in crisi i cantieri: «Rischio paralisi»

Martedì 11 Gennaio 2022 di Serena De Salvador
Cantiere, a Padova rischio paralisi

PADOVA - Quella di ieri non è stata una giornata di svolta solo per il mondo dell'istruzione e dei trasporti. L'inasprimento delle normative dovute alla crescita dei contagi impongono riflessioni e bilanci a tutte le categorie economiche e lo stesso rientro fra i banchi di scuola, con la conseguente movimentazione di migliaia di giovani nel Padovano, acuisce i timori di chi non può ricorrere allo smart working e rischia quindi di veder nuovamente bloccato il proprio settore.
È questo il caso della sezione padovana di Ance (Associazione nazionale costruttori edili), secondo cui la percentuale di dipendenti in quarantena rischia di passare dal 10 al 40% con il riavvio delle scuole. Un grido d'allarme a cui fa eco quello di Cia Padova (Confederazione italiana agricoltori) che rileva come a Natale, nei 211 agriturismi euganei, si siano perse entrate per 5 milioni di euro. E al coro si aggiunge anche la voce di Appe Padova (Associazione provinciale pubblici esercizi) che, nell'obbligo di Super green pass per accedere ai locali, legge nuove e gravi insidie al benessere economico delle attività come bar, ristoranti, pensioni e pizzerie padovane.

L'EDILIZIA

Per Ance il timore è che, con il rientro a scuola, i contagi crescano e costringano gli operai a stare in malattia bloccando i cantieri. «Le imprese edili sono in estrema difficoltà confida Alessandro Gerotto, presidente provinciale Oggi abbiamo il 10% dei dipendenti in quarantena o isolamento. Ora la percentuale potrebbe arrivare al 40% e i cantieri rischiano di bloccarsi: chi lavora su ponteggi o impalcature non può chiaramente farlo in smart working».
«Il settore non può fermarsi proprio ora che dobbiamo spingere sull'acceleratore per massimizzare l'effetto del Pnrr e del Superbonus aggiunge Gerotto Dobbiamo già far fronte all'aumento delle materie prime e dell'energia, oltre che alla carenza di manodopera qualificata. La salute dei lavoratori è la priorità assoluta e le nostre imprese hanno rispettato in modo rigoroso le regole, ma le ultime decisioni del Governo rendono complessi i controlli: la soluzione migliore è l'obbligo vaccinale».


L'ACCOGLIENZA

Umori tetri anche fra le mura dei 211 agriturismi della provincia, che dopo le Festività tracciano un doloroso bilancio: 10mila presenze in meno, con perdite del 40% rispetto al pre pandemia che si traducono in 5 milioni di euro sfumati, soprattutto a causa della mancanza dei turisti stranieri. «Molte persone che andavano a pranzo o a cena fuori a Natale e Capodanno sono rimaste a casa sottolinea il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini Per i titolari degli agriturismi (85 dei quali sono sui colli Euganei) i margini di guadagno sono risicatissimi e talvolta hanno addirittura lavorato in perdita». Da qui la proposta di ricomprendere anche queste attività nel nuovo Decreto sostegni. «Questa nuova batosta rischia di comprometterne definitivamente la sostenibilità economica: vanno equiparate ad altre realtà turistiche con appositi sostegni aggiunge Antonini Non dimentichiamo i vertiginosi aumenti del gas e della corrente elettrica, che avranno degli ulteriori effetti negativi. Il Governo deve dare delle risposte a questi imprenditori».

LA RISTORAZIONE

Oltre ai timori legati alla maggior circolazione del virus con il rientro in aula, vi sono anche quelli dovuti alle difficoltà sancite dalle nuove normative.
«Il nuovo obbligo di avere il Super green pass per qualunque consumazione nei bar sta portando non poche difficoltà tra gli esercenti spiega Filippo Segato, segretario di Appe Padova In questi giorni infatti lamentano un 10-15% in meno di afflusso di clienti. Coloro che non hanno la carta verde rafforzata infatti hanno smesso di frequentare i locali, ma c'è anche chi, pur avendola, dà forfait per colpa delle lungaggini nei controlli. Le verifiche non sono semplici in termini di tempo, tanto che addirittura qualche locale ha dovuto assumere una persona in più con questo apposito compito. Poi c'è il grande problema dei vaccini non riconosciuti dall'Ema, come quelli russi o cinesi. Ciò significa che i camionisti, i turisti, i lavoratori stranieri non possono entrare nei nostri esercizi. Chiediamo al Governo chiarimenti immediati, ma anche il riconoscimento di questi vaccini almeno per consentire l'ingresso nei locali».
 

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