Truffata di 10mila euro con una telefonata, la lotta contro gli hacker della consigliera regionale

Sabato 18 Settembre 2021 di Nicoletta Cozza
Elisa Cavinato a Venezia
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PADOVA - Il numero verde da cui ha ricevuto la chiamata era quello della sua banca. Senza sospettare che si trattasse di un tranello, quindi, ha accettato la telefonata. Ma sono stati sufficienti pochi secondi, quelli necessari per rispondere affermativamente a chi le chiedeva conferma della sua identità, per far scattare la truffa online, con l'interlocutore che è riuscito a entrare nell'app dell'istituto di credito scaricata sul cellulare e a prelevare 9.800 euro.
Vittima del malvivente informatico è stata Elisa Cavinato, consigliere regionale della Lista Zaia, residente a Vigodarzere, Comune alle porte di Padova, nota per l'exploit ottenuto nell'ultima tornata elettorale, quando aveva incassato quasi 4.400 consensi ed era risultata una delle donne più votate nel Veneto. Geometra, e titolare con la famiglia di un'attività imprenditoriale, è rimasta allibita nell'essersi vista sottrarre i soldi dal conto corrente con questa  truffa  e quindi subito ha sporto denuncia ai carabinieri del centro dove risiede, i quali hanno avviato un'indagine che ha portato all'identificazione del colpevole: si tratta di un uomo, che aveva già precedenti specifici e dovrà rispondere di truffa aggravata.



IN AUMENTO
Parlando con gli investigatori, però, l'esponente del Carroccio ha avuto la conferma che tali reati sono in continuo aumento e quindi ha presentato una mozione nel parlamentino del governo veneto, approvata all'unanimità, in cui chiede che venga avviata una campagna di sensibilizzazione per prevenire i casi di phishing, cioè le truffe informatiche con cui vengono derubati utenti ignari.

IL RACCONTO
«Quanto è accaduto ha dell'incredibile - racconta il consigliere regionale - anche perché chi mi ha contattato è riuscito a utilizzare il numero verde del centralino della banca dove avevo il conto. Mi ha domandato se fossi Elisa Cavinato e basta. Non ho fornito altre informazioni, tantomeno i codici di accesso alla app bancaria, che, tra l'altro, in quel momento non avevo con me. Al truffatore, però, è stato sufficiente per effettuare il prelievo. Mi sono rivolta alla filiale e in un primo tempo mi hanno restituito la cifra sottratta in maniera truffaldina. Poi, però, l'hanno rivoluta indietro, sostenendo che io avessi fornito il pin a chi mi aveva telefonato. Cosa assolutamente non vera.
Alla fine ho cambiato banca e mi sono rivolta a un legale, ma ho ritenuto doveroso mobilitarmi per far sì che la Regione informi i cittadini: il consiglio, quindi, all'unanimità ha sottoscritto il mio documento che ora attende il via libera dalla giunta. Mi auguro, quindi, che al più presto possa partire la campagna informativa per spiegare alle persone che bisogna stare allerta anche quando si risponde al cellulare. Anche perché non tutti poi hanno la possibilità di difendersi».
«Purtroppo, e lo dico con amarezza, - ha proseguito la rappresentante della Lista Zaia - non tutti gli istituti di credito poi tutelano i clienti vittime delle truffe online, pur sapendo che le app scaricate sui telefonini sono facilmente violabili e suscettibili quindi di intrusioni esterne, consentendo ai malintenzionati di impossessarsi di dati sensibili. E non ci sono password che riescano a bloccare gli hacker».
 

Ultimo aggiornamento: 17:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA