Raccolta fondi per le cure di Chiara: «Da pallavolista a disabile, ma voglio essere autonoma»

Chiara Maniero, 41enne, ex giocatrice di beach volley, ha avuto un’ischemia e ora è su una sedia a rotelle

Giovedì 25 Agosto 2022 di Lorena Levorato
Chiara Maniero

CADONEGHE - La vita può ricominciare anche da una sedie a rotelle. Lo sa bene Chiara Maniero, 41 anni, di Cadoneghe, ex giocatrice della Beach Volley Padova, da un anno costretta su una sedia a rotelle. Era il 20 giugno del 2021 quando, durante un allenamento a beach volley, la sua vita è cambiata per sempre. Un dolore lancinante alla schiena all’altezza del torace, e poi il malore. Trasportata all’ospedale, dopo una settimana di accertamenti ed esami, il verdetto: la pallavolista era stata colpita da un’ischemia che le ha provocato una lesione alla colonna spinale e lo stato di paraplegica. «Da quel 20 giugno dell’anno scorso, la mia vita è cambiata per sempre».

La raccolta fondi

Un colpo durissimo, difficile da accettare: una vita che cambia radicalmente e che va ripresa in mano di punto in bianco. Ma Chiara è una donna forte, e ora a distanza di oltre un anno dal malore e dal ricovero, dopo terapia di riabilitazioni e continui controlli, ha deciso di lanciarsi in una nuova sfida perché, come dice lei, «chi si ferma, muore!». E lo fa aprendo una raccolta fondi sulla piattaforma on-line “GoFundMe” per poter continuare le sedute della fisioterapia e le cure sperimentali che sono alquanto costose. «Il danno midollare ha causato una paralisi – spiega Chiara -. Purtroppo da sotto il seno in giù non posso più muovere né sentire nulla. A causa dei grossi tagli alla sanità sono stata ricoverata solo tre mesi e mezzo per la riabilitazione, quando un problema come il mio dovrebbe essere trattato almeno un anno. Dopo 9 mesi a casa, la situazione è molto peggiorata e ho bisogno di molta fisioterapia, altrimenti rischio di andare in contro a problemi molto seri. Purtroppo fisioterapie e cure sperimentali non sono coperte dal servizio sanitario nazionale e sono molto costose».

L'appello di Chiara

«Senza queste cure non posso raggiungere l’autonomia che potrei avere, e vorrei riuscire ad avere la possibilità di una vita quasi normale, senza dover chiedere sempre aiuto ai miei genitori che devono godersi la loro vecchiaia. Ho sempre pensato che sarei stata io quella che avrebbe dovuto prendersi cura di loro e, invece, ironia del destino, ora sono loro che si fanno in quattro per me. Se volete potete contribuire tramite questa raccolta di fondi, vi ringrazio moltissimo uno ad uno». In pochi giorni sono stati donati circa 4.600 euro.

Ultimo aggiornamento: 07:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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