Seimila contratti da inizio anno, gli artigiani ricominciano ad assumere

Sabato 3 Luglio 2021 di Gabriele Pipia
Gli artigiani ricominciano ad assumere

PADOVA - Meccanici e cuochi, dipintori e autisti. Ma anche falegnami, idraulici, elettricisti e parrucchieri. L’economia si rimette in moto e crea migliaia di nuovi posti di lavoro. Se nell’agenda politica nazionale a tener banco è lo sblocco dei licenziamenti (con il conseguente timore per tanti dipendenti delle industrie in crisi), oggi in provincia di Padova troviamo anche il fenomeno diametralmente opposto. Molte aziende stanno assumendo e altrettante vorrebbero farlo ma non trovano le figure adatte. Il boom più eloquente riguarda il comparto artigiano, che nel Padovano conta 24.851 imprese e 64.096 addetti. Dall’inizio dell’anno si stimano oltre 6.600 assunzioni. Confartigianato si è occupata direttamente di 550 pratiche e questi sono i settori principali: 35% metalmeccanica, 12% alimentari, 10% edilizia, 10% trasporti, 8% lavorazione del legno, 3,5% acconciatura. 


IL COMPARTO CASA
Il presidente dell’associazione Roberto Boschetto fa il punto della situazione. «In questo periodo troviamo un’importante crescita di tutto il sistema casa, sfruttando i bonus introdotti dal governo. Penso alle dipinture, ai serramenti e all’impiantistica di ogni tipo. Tutti chiedono tende da sole, condizionatori e caldaie: c’è davvero molto lavoro. Le imprese quindi non hanno il problema dei licenziamenti ma semmai quello delle assunzioni». 
«Per agganciare le opportunità che derivano dai bonus e superbonus edilizi dobbiamo trovare personale attualmente difficile da reperire. In molti casi - spiega il presidente - chi è in cassa integrazione non intende cambiare lavoro fino a che può ricevere l’ammortizzatore e intanto magari fa dei lavoretti per conto proprio, come per esempio la dipintura di una camera. Ma le conseguenze negative sono due: da un lato si rischia di favorire il lavoro nero, dall’altro mancano risorse fondamentali per portare a termine le commesse delle imprese padovane».
Nel comparto casa mediamente la retribuzione va dai 1.400 ai 1.800 euro. Nella marea di nuove assunzioni troviamo prevalentemente contratti a tempo determinato (soprattutto tra i giovani) ma anche diversi tempi indeterminati. 


GLI ALTRI SETTORI
«Sono ripartiti anche l’alimentare e il tessile, seppur con più fatica - prosegue Boschetto - Cerca molte figure anche il settore metalmeccanico, dove oggi vengono utilizzati macchinari sofisticati per i quali serve personale specializzato. È un settore sempre più tecnologico che sta facendo continui investimenti di macchinari, ma senza giovani disposti a farli funzionare. Il comparto soffre per questo motivo. Un lavoratore che prende 1.800 euro al mese può permettersi di andare a proporsi ad un’altra azienda e poi spostarsi dove gli offrono più soldi». Sono molte le figure professionali introvabili: dall’aggiustatore a banco al personale dell’ufficio tecnico Cam, dal tornitore al fresatore che opera su macchine Cnc. 
«Nella metalmeccanica, così come in altri comparti, la grande industria continua ad essere più attrattiva, ma quando arrivano crisi come quella del Covid ci si può rendere conto che lavorare in un’azienda di piccole dimensioni ha i suoi vantaggi – ragiona Boschetto - I nostri dipendenti non sono numeri di matricola, sono risorse fondamentali per il buon funzionamento della nostra azienda, sono persone che lavorano con noi ogni giorno fianco a fianco. Dopo che li abbiamo formati con impegno e fatica, non ce ne priviamo facilmente».


GLI INCENTIVI
Sempre a proposito di comparto artigiano, ieri l’associazione ha ricordato che «è stata rifinanziata anche grazie al nostro pressing la “Nuova Sabatini”, la misura che incentiva l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature di fabbrica a uso produttivo, hardware, software, tecnologie digitali». Il Ministero dello sviluppo economico aveva decretato l’irricevibilità delle domande presentate dalle imprese a partire dal 2 giugno, ma ora ci sono nuove opportunità. Il beneficio consiste nella concessione di un contributo pari agli interessi calcolati su un finanziamento-leasing della durata di cinque anni. Gli imprenditori possono fare domanda rivolgendosi all’ufficio Credito di Confartigianato.
 

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