Rapina ai quindicenni alle Terme, incastrata la baby gang che semina il terrore

Venerdì 29 Maggio 2020 di Eugenio Garzotto
IL SEQUESTRO I carabinieri nelle abitazioni dei banditi hanno trovato e sequestrato tre telefoni cellulari e due pistole giocattolo

ABANO - Al termine di una rapida indagine, i carabinieri della Compagnia termale hanno individuato i responsabili della rapina, avvenuta domenica, ai danni di tre quindicenni bloccati invia Malachin da una coppia di malviventi e derubati dei cellulari e delle biciclette.
 
LE INDAGINI
A essere scoperto per primo, nemmeno ventiquattr'ore dopo il fatto dai militari guidati dal tenente colonnello Marco Turrini, A.L., un 46enne che risiede nella zona termale, che è stato trovato in possesso di una delle due mountain bike trafugate al gruppetto di giovani nel corso di una fulminea azione durata meno di un minuto. Per lui è scattata una denuncia per ricettazione. Fra le prime piste battute dai militari dell'Arma, infatti, vi era quella che l'alto valore di una bici, pari a 5 mila euro, avrebbe potuto suscitare l'interesse di qualcuno interessato a metterla in vendita nel mercato clandestino. Un'intuizione che si è rivelata felice. Veloci indagini effettuate nell'ambiente dello smercio di merce rubata hanno consentito di arrivare a individuare il 46enne. 
IL GRUPPO
Da lì, non è stato difficile per gli investigatori risalire agevolmente l'intera pista: ulteriori indagini hanno infatti portato a un diciassettenne e a un diciottenne, entrambi amici del ricettatore, le cui abitazioni sono state sottoposte a perquisizione. In quella del primo è stata rinvenuta la seconda prova materiale della rapina: una piccola cassetta di sicurezza al cui interno sono stati trovati i tre smartphone che i malviventi si erano fatti consegnare, avvolti accuratamente nella carta stagnola. Nel corso della seconda perquisizione a casa del 18enne, gli uomini in divisa hanno invece trovato due pistole giocattolo, di cui una priva del tappo rosso, due proiettili di diverso calibro, due maschere una raffigurante la faccia di un clown e una il volto del pittore Salvador Dalì oltre ad altri telefoni cellulari. Ma non è finita qui. Nei guai è ora anche la sorella 16enne del ragazzo in possesso degli smartphone e un altro 17enne, di origini albanesi, che aveva con sé la seconda bici rubata. Tutti sono stati denunciati per rapina in concorso. Secondo quanto hanno appurato gli investigatori dell'Arma termale, il suggeritore del colpo ai danni dei tre quindicenni sarebbe stato il ragazzo maggiorenne, mentre i due diciassettenni avrebbe materialmente effettuato il colpo. 

I FATTI
Tutto si era svolto in una manciata di minuti verso le 16,30 di domenica. I tra ragazzini, due residenti ad Abano e uno a Selvazzano, stavano percorrendo via Malachin, alle porte del centro della città termale, quando d'improvviso si erano visti parare di fronte due individui vestiti di nero, con il volto coperto dalle maschere. Il primo aveva subito sparato un colpo in aria a scopo intimidatorio, poi la coppia di rapinatori si era fatta consegnare i tre cellulari e due biciclette con le quali si era rapidamente allontanata in direzione del vicino quartiere dove sorge il centro commerciale Ca' Grande, distante alcune centinaia di metri. Impauriti, i tre giovani malcapitati avevano raggiunto una zona più trafficata, in via Primo Maggio, e avevano chiesto in prestito a un passante il telefonino per avvertire i genitori di quanto era appena accaduto. Subito dopo era stato dato l'allarme al 112. I carabinieri, arrivati in via Malachin per un primo sopralluogo, avevano subito trovato sul selciato un bossolo calibro 8 mm a salve che è risultato essere stato esploso da una scacciacani. «Tre di queste persone erano miei conoscenti è stato il commento a caldo di M.B, uno dei ragazzi derubati che aveva raccontato al Gazzettino tutte le fasi dell'aggressione subìta -, ma al momento non mi sento di aggiungere altro». La refurtiva è stata riconsegnata dai militari dell'Arma ai legittimi proprietari. 

Ultimo aggiornamento: 11:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA