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Volo fatale mentre lavora per i figli: muore dopo 50 giorni di agonia

Lunedì 26 Novembre 2018
Armando Bagatella
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QUERO VAS - È morto dopo 50 giorni di agonia il 72enne Armando Bagatella, che il 3 ottobre scorso era precipitato da un'impalcatura che era stata allestita nella sua casa. L'uomo, che non aveva mai ripreso conoscenza, dopo una serie infinita di complicazioni, giovedì sera è spirato nel reparto di Terapia Intensiva della Neurochirurgia al Ca' Foncello di Treviso. I funerali dell'uomo, alpino molto attivo nella comunità di Quero e nel museo, saranno celebrati domani alle 15, nella chiesa parrocchiale di Quero, dove questa sera alle 19 ci sarà il rosario. La bara di Armando oggi tornerà nella sua casa, in via del Fagher, 26, che aveva fatto con tanti sacrifici: per una notte resterà tra i suoi cari.

«Papà, hai lavorato per tutta la vita per non farci mancare niente e sei morto con la volontà di preparare le due case per noi figli». Sono struggenti le parole del figlio più grande di Armando, il 41enne Cristian, che il giorno della tragica caduta è intervenuto subito per aiutare il padre. In un messaggio affidato ai social ha ricordato la grande figura di quell'uomo, semplice per molti, ma un eroe per la sua famiglia. «Eri un lavoratore instancabile - scrive Cristian - e eri tu la sera che mi dava coraggio finire. Eri tu che mi seguivi dappertutto. Eri orgoglioso della tua casa, sempre perfetta. Eri così felice assieme a mamma nel realizzare quel (maledetto) ampliamento della casa per poter lasciare qualcosa ai tuoi figli e solo per loro lo facevi. Fiero di farlo. E noi fieri di avere un papà così. Poi quel maledetto passo, quella maledetta caduta da quella altezza che di solito facevi con un salto, con l'agilità di un'antilope. E la fatalità, il destino: una casualità che non capisco».
L'INCIDENTE
Era la mattina di mercoledì 3 ottobre quando il pensionato è precipitato dall'impalcatura che c'era a casa sua, dove si effettuavano i lavori di ampliamento. Un caduta da un'altezza di poco più di un metro e ottanta, in cui però Armando ha battuto violentemente la testa. Il responsabile del cantiere, il titolare dell'impresa Roman Romeo, che stava lavorando nel cantiere era nella zona opposta e non ha visto. Il figlio invece è arrivato subito chiamando i soccorsi. Armando è stato elitrasportato all'ospedale di Treviso e lì è rimasto per 50 giorni in coma farmacologico. Ha subìto un'operazione, poi però sono subentrate, trombosi, polmonite, altre infezioni e non ha avuto scampo. «Ha lottato fino alla fine come un leone», dice il figlio Cristian.
IL LUTTO
Proprio con Cristian, Armando era socio del Museo di Quero e partecipava alle rievocazioni. In tanti in queste ore stanno portando messaggi di cordoglio alla famiglia. Nel dolore la moglie Dorina Schievenin che, dopo 50 anni di vita insieme al suo compagno, si è ritrovata a dover affrontare un'ennesima prova, forse la più dura, nella sua difficile vita costellata da gravi lutti e sofferenze. Poi il secondo figlio, il 31enne Manuel e le compagne dei due uomini Barbara e Jennifer. Tutti non sono mai mancati ogni giorno a Treviso per stringere la mano a Armando, con la speranza che potesse farcela, ancora una volta. Il 72enne aveva una salute di ferro: non soffriva di alcuna patologia e non aveva mai preso nemmeno un'aspirina per il mal di testa.
Olivia Bonetti
Ultimo aggiornamento: 11:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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