«Anno bianco fiscale dopo la terribile peste: così si ripartì nel Medioevo»

Lunedì 12 Aprile 2021 di Egidio Pasuch
Gianni De Vecchi ripercorre la storia di Sedico

SEDICO Una cronologìa dei momenti più rilevanti della storia del comune di Sedico a partire dal 1185 (era il 18 ottobre quando venne pubblicata la Bolla di papa Lucio III in cui si nomina appunto anche la Pieve di Sedico con le sue chiese frazionali) fino alla pandemia e alla ricostruzione della passerella del Peron. È l’ultima fatica di ricerca storica portata a termine dallo studioso di cose locali Gianni De Vecchi (che proprio per questa sua attività è stato anche nominato cavaliere). Si tratta di un lungo elenco di circa 150 date cui corrispondono tappe importanti della vita della comunità sedicense con una brevissima descrizione di quegli avvenimenti.

LA STORIA Nell’elenco, subito dopo la prima comparsa della Pieve di Sedico, figura il fatidico 1196, anno della distruzione del castello dei Mirabei a Noal di Sedico, in seguito alle lotte fra Trevigiani e Bellunesi. Il 1348 è stato anno tremendo per Sedico e provincia. Vi fu, ricorda De Vecchi, un grande terremoto che a memoria d’uomo non se ne ricordava uno simile. Arriva inoltre la peste (che fa la sua comparsa in aprile), dura sei mesi e uccide due terzi degli abitanti. Di qui la decisione del Consiglio dei nobili di Belluno, essendo rimasti incolti molti terreni per la morte dei contadini ed essendo rimasti pochi artigiani per certi mestieri, esentò dalle tasse «gente forestiera che si fosse trasferita ad abitare nel territorio soggetto a Belluno». Qualche altra curiosità: il 1532 è l’anno dell’introduzione della coltivazione del fagiolo; il 1617 quello dell’avvio della semina del granturco. Nel 1685 venne ultimata a Landris la costruzione di Villa Rudio. Nel 1765 comincia la coltivazione della patata. Tra il 1798 e il 1805 fu stesa la prima carta topografica (con finalità militari). Nel 1812 è inaugurato il nuovo cimitero del Cornon (dopo i dettami dell’editto di Napoleone nel 1804). Nel 1835 inizia la costruzione della Villa de Manzoni ai Patt di Sedico. Il 1836 (15 maggio) scoppia il colera (provocherà in poche settimane una settantina di morti). Nel 1840 i gestori delle miniere di Valle Imperina realizzano la prima strada carrozzabile Peron-Agordo.

LO SVILUPPO E I DRAMMI Nel 1882, il 16 settembre, una grande alluvione distrusse a Bribano il primo ponte in pietra costruito tra il 1879 e il 1881 (prima c’era un passo a barca). Nel 1886, il 10 novembre, il primo treno arriva a Bribano (da Treviso) e dà impulso allo sviluppo del paese. Nel 1902 (il 16 febbraio) nasce la banda musicale. Le guerre portano piccoli e grandi drammi quotidiani: il 3 novembre 1918, ad esempio, ultimo giorno di combattimenti, a Prapavei persero la vita quattro bambini e una ragazza per lo scoppio di una bomba. Il dramma si ripetè nel 1919, il 16 gennaio, con tre morti a Villa (una bomba provocò la morte di due bambini e un ragazzo). Il biennio rosso inizia nel 1920 con i moti rivoluzionari di Santa Giustina (con quattro morti tra cui uno di Landris e uno di Longano) e diversi feriti. Sul municipio di Sedico viene issata la bandiera rossa. Il 1924 segna l’apertura degli asili Infantili di Bribano e di Sedico, il 1925 vede inaugurata la ferrovia a scartamento normale Bribano-Agordo che cesserà nel 1955. Nel 1928 inizia a funzionare nel vecchio centro di Sedico, in una casa donata da una benefattrice, la prima Casa di ricovero che accoglie sei ospiti accuditi da due suore. Il 15 luglio 1930 viene aperto al transito il primo ponte di San Felice sul Piave. «Prima – ricorda De Vecchi - per secoli ci fu un passo a barca». Non manca una data rimasta nel cuore dei sedicensi, quella del 1955 quando venne demolita la vecchia chiesa parrocchiale di Sedico consacrata nel 1754. Nel 1955, il 24 novembre, cessa di funzionare la ferrovia Bribano-Agordo. 

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