Peron, rivive la passerella-simbolo: luogo prediletto per selfie di ieri e di oggi

Lunedì 26 Aprile 2021 di Egidio Pasuch
Rivive la passerella del Peron da sempre luogo di selfie

SEDICO - Non c’è stata alcuna festa inaugurale, per il completamento dei lavori di ricostruzione della passerella che unisce Peron e San Gottardo. Si farà qualcosa più avanti, quando le condizioni epidemiologiche lo consiglieranno. Come le due amministrazioni di Sedico e Sospirolo hanno evidenziato, il momento non è dei migliori per creare assembramenti, sia pure all’aria aperta. Pur tuttavia nel fine settimana, la passerella in corde del Peron è stata prese d’assalto da centinaia di persone curiose di vedere come sono risultati i lavori per la sua ricostruzione. Ed anche sui social è stato un fiorire di selfie o, in molti casi, di foto d’antan che attestano l’importanza che tale suggestiva struttura ha sempre avuto nel cuore dei bellunesi e non solo. I Comuni di Sedico e Sospirolo – è stato riferito nel corso dell’inaugurazione (alla quale hanno preso parte, con gli amministratori locali, anche il deputato Roger De Menech e l’assessore regioanle Gianpaolo Bottacin) - hanno finanziato i lavori attingendo alle casse municipali per 45mila euro a testa. 
LA SOLIDARIETÀ
Ma importanti erano stati gli aiuti arrivati in precedenza dalla gente: un gruzzolone di 15mila euro, frutto di sottoscrizioni e raccolte fondi, iniziative private. Alcune avevano dimostrato l’attaccamento verso questa struttura dei turisti veneti che spesso risalgono la domenica la valle del Cordevole. Così, ad esempio, Breda di Piave si era mobilitata ed aveva raccolto per la ricostruzione della passerella 8mila euro. Altrettanto aveva fatto il circolo anziani locale (che nel suo logo ha proprio la passerella). Anche stavolta, pertanto, l’amore delle comunità per il loro passato è stato più forte delle alluvioni. 
LA STORIA
La passerella unisce le due sponde del Cordevole tra Peron e San Gottardo. Si trattava storicamente di un passaggio importantissimo per i mercanti ed i pellegrini tedeschi che scendevano verso Venezia (il culto in zona di San Gottardo si spiega anche in questo modo). Ma le prime attestazioni di un attraversamento del Cordevole in quel punto sarebbero abbastanza recenti. Un documento del 1878 testimonia come in Sinistra Cordevole quelle popolazioni chiedessero alla giunta comunale di Sedico un contributo per la costruzione di un ponte per potersi recare a Vedana dove, nei giorni festivi, si celebrava la messa. Il Comune, per la cronaca, allora, concesse un contributo di 150 lire. La passerella poi venne distrutta più volte dalle piene del Cordevole. Devastante era stata l’alluvione del 1966. Vaia, nel 2018, se l’era portata via di nuovo. Ora la struttura è tornata a far bella mostra di se sulle acque del basso Cordevole. E la passerella avrà anche una sua funzione, nel percorso della ciclabile Bribano – Cencenighe. (E.P.)
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