Casa di riposo allagata: arriverà mezzo milione di euro

Mercoledì 17 Febbraio 2021 di Lauredana Marsiglia
L'evacuazione della casa di riposo di Puos dopo l'alluvione del 5-6 dicembre scorso

ALPAGO - Continua l’esilio degli oltre 70 ospiti della Casa di riposo di Puos, finita sott’acqua con l’ondata di maltempo del 5-6 dicembre scorso. Se la data del rientro non è stata ancora definita, visti gli ingenti danni provocati dall’acqua, la novità è arrivata dall’assessore regionale alla Protezione civile, Gianpaolo Bottacin, che annuncia l’accoglimento della sua richiesta al capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, di mettere la copertura totale dei danni della Rsa di Puos in cima alla lista dei ristori. Tutte le altre richieste avranno invece degli anticipi, visto che la cifra stanziata finora dal Governo, pari a 7,4 milioni di euro per tutto il Veneto, rappresenta solo il 10 per cento delle spese per le opere di somma urgenza realizzate subito dopo l’evento alluvionale. Il danno complessivo a livello veneto è stato calcolato in oltre 700 milioni di euro.
POCHI I FONDI STANZIATI
«Borrelli - spiega Bottacin - mi ha assicurato che i 500 mila euro per la Rsa di Puos saranno coperti interamente, essendoci una reale priorità di intervento. E sperò che ciò avvenga già nei prossimi giorni. Per tutte le altre richieste ci saranno solo degli anticipi. Riportare gli ospiti a Puos è fondamentale, anche perché tenerli in altre strutture ha costi importanti per le casse pubbliche».
Bottacin si era mobilitato con Borrelli, ovvero il suo omologo a livello nazionale, dopo che era giunta notizia che per la Casa di riposo di Puos sarebbero arrivati solo 50mila euro. Un’ipotesi di riparto a tranche scaturito dalla lista che il presidente della Provincia, Roberto Padrin, aveva presentato al ministro Federico D’Incà, ritenuto riferimento a Roma per gli “affari” bellunesi, anche se la sua delega riguarda i Rapporti con il parlamento. Un elenco di interventi per un totale di circa 40 milioni a livello provinciale dentro al quale far arrivare a Puos una cifra del tutto insufficiente a sanare quella che è una vera e propria emergenza, non solo umana, per aver obbligato gli anziani ad adattarsi in altre strutture lontani da “casa” e famiglia, ma anche sotto il profilo economico.
CORSA CONTRO IL TEMPO
Ma il disagio non riguarda solo gli ospiti della struttura, ma anche il personale dislocato in altre sedi, con difficoltà spesso enormi di trasferimento. Una condizione che fa temere una possibile fuga di personale verso altri posti di lavoro. Ovunque, ormai, c’è fame di figure specializzate nell’assistenza agli anziani. Una corsa contro il tempo per cercare di tornare al più presto alla normalità.
Dall’Unione montana dell’Alpago, che gestisce la struttura, non arriva alcuna notizia.
 

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