Mix di farmaci fatale, Samuele non si sveglia più: trovato morto da un amico, aveva 23 anni

Venerdì 14 Luglio 2023 di Olivia Bonetti
Samuele Zambelli Domelin morto a 23 anni

COMELICO SUPERIORE - Sarebbe stata una overdose di farmaci a uccidere il 23enne di Casamazzagno, Simone Zambelli Domelin. La notizia della giovane vita spezzata si è diffusa subito ieri, 13 luglio, nei paesi del Comelico lasciando tutti sgomenti. Sui social si sono moltiplicati i messaggi di saluto al ragazzo, conosciuto da molti; aveva giocato nell'Hockey Auronzo. Oggi pomeriggio verrà effettuata l'autopsia sul corpo del giovane, come disposto dalla Procura che indaga per far luce sull'accaduto. Sarà il medico legale Antonello Cirnelli di Portogruaro (Venezia), consulente incaricato dal pm, a effettuare l'esame autoptico e cercare tracce delle sostanze che secondo la prima ipotesi avrebbero ucciso il ragazzo.

SOCCORSI INUTILI
Era mercoledì mattina quando l'ambulanza è stata chiamata in una casa di Padola.

Da quanto si è appreso sarebbe stata allertata da un amico di Simone, preoccupato perché il 23enne non respirava più. I sanitari però non hanno potuto fare nulla per salvarlo. Immediato l'intervento dei carabinieri della Compagnia di Cortina che hanno analizzato lo stato dei luoghi e raccolto le testimonianze. Il materiale che poteva essere utili alle indagini è stato sequestrato: scatole di farmaci e altro. La procura ha subito aperto un fascicolo, ma non si sa se ci siano ipotesi di reato o indagati: come accade in questi casi, di solito si procede per morte come conseguenza di altro reato.

IL CORDOGLIO
Simone Zambelli Domelin, classe 2000, si era diplomato all'Ipia "Mobile e arredamento" di Santo Stefano due anni fa. Amava la musica rap e lo sport. Negli ultimi tempi per i suoi problemi di dipendenza, era finito nei guai, ma il Tribunale gli aveva dato fiducia e aveva avviato un percorso di lavori socialmente utili. La tragedia ha lasciato tutti senza parole. Un amico lo ricorda così: «Ripenso a quando, con la tua carnagione scura e i capelli ancora più scuri, venivi al campo di Candide e ti posizionavi in cima alle scale, con quel carattere timido che non ti faceva domandare di giocare, tu aspettavi solo che qualcuno ti dicesse di scendere in campo». «Avevi la "dote" di sorridere sempre - prosegue -, un sorriso sincero e contagioso, che racchiudeva tutta la tua bontà d'animo! Perché eri questo, una persona buona! Ti avevo promesso che, appena risolti i tuoi problemi, ti avrei inserito nel Gruppo Candide assieme a tutti noi. Non ci sono riuscito. Tutti noi possiamo fare di più, le grida di aiuto vanno ascoltate».
 

Ultimo aggiornamento: 15 Luglio, 10:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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