La Malga di Misurina fa gola all'Alto Adige, ma il Tar del Veneto annulla l'asta

Mercoledì 23 Giugno 2021 di Angela Pederiva
La Malga di Misurina fa gola all'Alto Adige, ma il Tar del Veneto annulla l'asta

AURONZO DI CADORE - Giù le mani dell'Alto Adige dalla centenaria Malga Misurina. Sull'agriturismo con la stalla più alta del Veneto, arroccata com'è a quota 1.815 metri, gravano gli usi civici e cioè «diritti reali millenari di natura collettiva, volti ad assicurare un'utilità o comunque un beneficio ai singoli appartenenti ad una collettività», in questo caso Auronzo di Cadore. A dirlo è il Tar del Veneto, nella sentenza che è stata depositata ieri e che ha accolto il ricorso dell'attuale gestore contro il Comune, annullando così l'asta pubblica per la conduzione della struttura e dei pascoli, a quanto pare particolarmente appetiti dalle imprese sudtirolesi.


IL PERICOLO
A paventare questo pericolo era stata la Cia di Belluno, facendo propri i timori di Innocente Cella De Dan, che dal 1997 gestisce il maso costruito nel 1921 in forza di diversi contratti di affitto sottoscritti con il municipio. L'ultimo prevedeva un canone annuo di 22.000 euro ed era scaduto lo scorso 31 ottobre, nei giorni in cui l'amministrazione guidata da Tatiana Pais Becher aveva deliberato la concessione del compendio per nove anni, con una base di 32.300 euro. Una mossa che «rischia di consegnare una eccellenza del proprio territorio quale è Malga Misurina ad una azienda agricola della Pusteria», aveva ammonito l'associazione degli agricoltori, attraverso un'accorata lettera aperta in difesa della secolare tradizione cadorina.


IL VINCOLO
Dopo aver disposto «una documentata relazione» sulla natura del complesso, il Tribunale amministrativo regionale ha accertato che l'immobile «risulta essere gravato da uso civico e come tale essenzialmente sottoposto al regime giuridico dei beni demaniali», che il Comune è chiamato a valorizzare «non in quanto di sua proprietà, bensì in quanto appartenenti alla collettività di riferimento» e dunque «ai residenti di quel determinato territorio». Il vincolo comporta la necessità «di garantirne il godimento e l'uso collettivo e altresì la conservazione - l'intergenerazionalità - in quanto anche strumenti di tutela dell'ambiente e del paesaggio». Al giro di boa dei cent'anni, dunque, prima di prendere decisioni sul futuro di Malga Misurina, il municipio avrebbe dovuto da un lato «attivare un contraddittorio tra gli effettivi titolari del diritto» anche per «valutare le diverse modalità di utilizzo», dall'altro «acquisire l'autorizzazione regionale al mutamento di destinazione dei beni».


LA SOLUZIONE
Prima gli auronzani, quindi. La soluzione indicata dal Tar, infatti, è quella per cui «il Comune tiene conto dei rilievi svolti dai residenti nella fase procedimentale di contraddittorio, di informazione e di partecipazione pubblica valutando se, nel loro interesse e nel rispetto della funzione paesaggistico-ambientale dei beni in questione, sia più opportuno confermare l'utilizzo indiviso del bene da parte dell'intera collettività di riferimento o invece consentirne l'utilizzo esclusivo in via temporanea da parte dei richiedenti, eventualmente non appartenenti a tale collettività». E nel caso in cui venga appunto deciso di affidare la gestione a qualche forestiero, l'ente locale è tenuto a considerare «l'introduzione di criteri di valutazione delle proposte ed eventualmente di forme di prelazione - a parità di condizioni - volte a valorizzare gli interessi dei residenti».


LA CONCORRENZA
Ma tutto questo non risulta in contrasto con i princìpi europei e italiani di parità di trattamento e tutela della concorrenza? No, secondo i giudici amministrativi: «I beni gravati da domini collettivi non sono beni demaniali, bensì beni di interesse generale appartenenti alla collettività di riferimento e sottoposti sotto alcuni profili al regime giuridico dei beni pubblici, a garanzia della conservazione del vincolo di destinazione paesaggistico-ambientale». Di conseguenza tutti gli atti impugnati sono stati annullati: almeno per ora, Malga Misurina resta di Auronzo.

Ultimo aggiornamento: 17:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA