Epta, colosso della refrigerazione commerciale, cresce ma non trova personale

Venerdì 3 Dicembre 2021 di Daniela De Donà
Lo stabilimento Epta

LIMANA - Tutto con il segno più alla Epta di Limana, multinazionale specializzata nella refrigerazione commerciale. Dall’alta tecnologia – robot, macchine adattative, stazioni di lavoro che si muovono autonomamente – alle risorse umane. Tanto che è partita la caccia a nuove assunzioni.  «Cerchiamo sia figure specifiche che generiche, ma incontriamo difficoltà nell’attingere personale in Valbelluna - afferma Paolo Cavalleri, direttore della Epta, precisando - noi non facciamo selezione in base all’età, tant’ è che ci sono stati anche inserimenti provenienti da aziende in crisi».

Il riferimento è ad Acc ed Ideal Standard. Servono addetti al marketing, ma la richiesta di competenze va soprattutto al mondo della digitalizzazione, della robotica, dell’elettromeccanica. Se il mercato non c’è, allora va creato. «Dobbiamo recuperare i giovani, per questo ci stiamo aprendo alla collaborando con le scuole, dall’Iti Segato di Belluno all’Iti Negrelli di Feltre – sono parole di Gregorio Todeschini, responsabile delle risorse umane – spieghiamo cosa ci serve, con lo scopo di valorizzare passioni tecnologiche che già i ragazzi hanno. E’ ciò a cui stiamo puntando». Un tassello, in tale direzione, è il corso di tecnici frigoristi organizzato da Epta. Fanno eco le parole di Marco Nocivelli, presidente e amministratore delegato del Gruppo che, ieri pomeriggio, ha accolto nella rinnovata showroom autorità e stampa: «Porte aperte a chi ha passione e voglia di lavorare, tra sostenibilità e innovazione». Magari seguendo la regola base nel rapporto con i clienti. L’affidabilità è il mantra dell’azienda: «Noi promettiamo e quello che promettiamo manteniamo». 

Lo stabilimento di Limana (per i bellunesi “ex Costan”, cioè uno dei sei marchi di Epta) dà lavoro a 1400 persone, di cui 1300 fisicamente in fabbrica. «Limana è un Comune piccino in una provincia estesa. Ma lo conoscono dall’Australia al Sudamerica, fino alle Filippine – afferma Nocivelli, andando giù chiaro sulla questione efficienza di rete – a permetterci la competitività è l’unione del fisico e del digitale, è l’automatizzazione. Ma servono anche dei miglioramenti nei collegamenti internet». A buon intenditor. 
La pandemia non ha costretto più di tanto a tirare il freno. L’industria della refrigerazione corre: «Non abbiamo patito, per la componentistica siamo riusciti a bilanciare,a compensare con gli 11 stabilimenti nel mondo». E a Limana si lavora: «Le richieste sono in ambito supermercati discount – afferma Cavalleri - con 15mila pezzi all’anno prodotti. E con la sostenibilità a farla da padrona». Due dati: il 100% dei materiali usati per il packaging è riciclato e ammontano al 95% i rifiuti riciclati da scarti di produzione. 

Fondata a Torino, come ghiacciaia, nel 1946 dai due fratelli bellunesi Marco e Alberto Costan, l’azienda segue il boom economico degli anni Sessanta, facendo diventare Limana la capitale del freddo. Quindi la crescita internazionale e, nel 1986, l’entrata di Luigi Nocivelli. Oggi un piccolo museo racconta la storia di una azienda che, come affermato dal figlio Marco “si rinnova guardando alle radici”. Proprio lui ha fatto da cicerone al presidente della Provincia, Roberto Padrin, spiegando le varie fasi del lavoro nella linea del freddo: «Ho visto dal di dentro una realtà industriale che è fiore all’occhiello del nostro territorio. Vanno ringraziati chi, come Nocivelli, crea lavoro e benessere. E se gli imprenditori lavorano bene, alle istituzioni resta il compito di provvedere affinchè le imprese abbiano quello che serve per garantire lo sviluppo. Grazie ad Epta, quindi: molti hanno decentrato, voi avete creduto nei bellunesi».

Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre, 10:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA