Torna il Covid, case di riposo blindate: «Stop alle visite dei parenti»

Lunedì 8 Novembre 2021 di Davide Piol
Il virus torna in casa di riposo: stop alle visite

BELLUNO - Un positivo alla Gaggia Lante-Sersa di Belluno. Dopo la casa di riposo di Lamon, anche quella di Cavarzano si scopre vulnerabile al virus. E subito, anche in questo caso, scattano le misure di prevenzione. Il caso è emerso ieri pomeriggio quando sono arrivati gli esiti dello screening periodico effettuato giovedì sui dipendenti della struttura. A scopo precauzionale è stato deciso di bloccare le visite dei familiari anche se, per ora, operatori sanitari e ospiti della Gaggia Lante stanno bene.

LE RASSICURAZIONI
L’amministratore unico di Sersa, Paolo Santesso, spiega che la situazione è sotto controllo: «L’atmosfera è buona e siamo fiduciosi. Un anno fa, più o meno in questo periodo, stavamo scoprendo i primi positivi ma l’aria era diversa, così come il modo di affrontare le cose. Ora siamo più preparati». La persona positiva è un operatore sanitario, vaccinato con la terza dose e totalmente asintomatico. La struttura ha eseguito subito un test rapido di terza generazione a tutti gli ospiti che potevano essere entrati in contatto con lui e l’esito è stato negativo. Oggi saranno effettuati i tamponi molecolari al personale. «Al momento – continua Santesso – non ci sono segnali clinici che destino preoccupazione. Nessuno sta male e nessuno ha sintomi. Questa è la prima ondata da quando la copertura vaccinale è così importante e non sappiamo cosa aspettarci». In parte, lo stiamo già cominciando a vedere. I nove positivi della casa di riposo di Lamon sono tutti asintomatici: «La speranza è che accada quello che stiamo vedendo. Cioè: il virus può fare capolino in struttura ma in modo meno problematico rispetto a prima». Alla Gaggia-Lante gli ospiti che potevano eseguire la terza dose l’hanno fatta. Anzi, sono trascorsi 10 giorni dalla somministrazione del vaccino anti-covid e la risposta immunitaria dovrebbe essere già cominciata.

«NIENTE PANICO»
L’amministratore unico di Sersa si dice fiducioso: «Affronteremo il problema con l’esperienza maturata in questi mesi. Rispetto all’anno scorso non stiamo parlando della stessa cosa. È lo stesso virus, certo, ma non la stessa situazione. Niente panico, rientrava tra le possibilità». Nella giornata odierna, a favore delle strutture residenziali per anziani, sarà pubblicato sul sito della Provincia il bando finanziato da Fondo Comuni confinanti e Provincia di Belluno all’interno della cosiddetta “manovra Covid”, varata nel dicembre 2020. Si tratta di oltre 2milioni di euro – di cui 1milione 720mila euro del Fondo e 335mila euro dalle casse provinciali – che servono a garantire un contributo finalizzato a migliorare le strutture e le dotazioni fortemente compromesse dalla pandemia.

IL SOSTEGNO ALLE STRUTTURE
«Partendo da un’analisi della situazione – spiega il presidente della Provincia Roberto Padrin – abbiamo ritenuto necessario dare corso a una progettualità che andasse nella direzione di sistemare le infrastrutture e di garantire un miglioramento della fruibilità degli spazi sotto il profilo della sicurezza delle strutture residenziali per anziani». Il bando è dedicato ai soggetti pubblici o privati che gestiscono le case di riposo e prevede un contributo straordinario a fondo perduto per le spese di investimento. Sono ammissibili a contributo i progetti relativi a interventi volti al miglioramento degli standard di sicurezza anti-Covid e le spese sostenute dal primo agosto 2020 per ristrutturazione, manutenzione straordinaria e ammodernamento, macchinari, attrezzature, impianti elettrici e di sicurezza, arredi, hardware, programmi informatici e interventi di innovazione digitale.

AIUTO PER LE VIDEOCHIAMATE
«Durante i lunghi mesi del lockdown - conclude il presidente Padrin - gli anziani non hanno potuto ricevere le visite dei famigliari e dei parenti, e il senso di solitudine è stato alleviato attraverso videochiamate. Per questo abbiamo pensato di inserire nel bando anche le spese per l’acquisto di sistemi informatici e tablet. Una provincia che invecchia come la nostra non può non tener conto della cura e dei bisogni delle persone anziane». Un contributo che in questi giorni, in cui l’accesso ai visitatori è nuovamente precluso, rivela tutta la sua utilità.

Ultimo aggiornamento: 11:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA