Nuovo bivacco Fanton: apertura la prossima estate

Domenica 13 Settembre 2020
Nuovo bivacco Fanton: apertura la prossima estate Foto di Gianni Crestani da Pixabay

AURONZO DI CADORE - «Con il posizionamento del bivacco Fanton ai 2.667 metri di Forcella Marmarole il progetto è ormai in una fase avanzata, ma non definitiva. Per la fruibilità del ricovero sono infatti necessari ancora alcuni fondamentali interventi come il rivestimento esterno di protezione in metallo di zinco e l'articolazione degli interni in legno di abete e larice. La struttura, dunque, al momento non è agibile. I lavori proseguiranno nelle prossime settimane e la piena agibilità potrà avvenire dalla tarda primavera oppure dall'inizio estate del prossimo anno»: lo precisa il vice presidente della sezione cadorina del Cai di Auronzo Massimo Casagrande, che nei giorni scorsi ha seguito di persona la collocazione della struttura sulla forcella.

L'OPERAZIONE
Sono stati i tecnici di Heliswiss International, coadiuvati da Elifriulia, insieme ai volontari della Sezione Cadorina di Auronzo del Cai e del Soccorso Alpino, ad elitrasportare in quota la scocca del nuovo bivacco a Forcella Marmarole. Qui, il ricovero è stato ancorato alla struttura obliqua in acciaio predisposta durante le precedenti lavorazioni con fondazioni in cemento armato operate dal Consorzio Disgaggi Padolesi. Si tratta di un'ulteriore fase, forse la più importante, di quel percorso nel quale da anni era impegnato il Cai auronzano: sostituire il vecchio e degradato bivacco Fanton, posizionato mille metri più in basso negli anni Sessanta per l'impossibilità di collocarlo dove si trova ora quello nuovo. Il nuovo ricovero si trova in una posizione del tutto strategica, passaggio ed incrocio di due importanti sentieri escursionistici del Cai, il sentiero 260 e il 262. La struttura occupa una superficie di circa 27 metri quadri con a disposizione 12 posti letto e un piccolo angolo cottura.
IL BELVEDEREÈ dotato di ampi finestroni rivolti verso la Val d'Ansiei, le Dolomiti che la coronano oltre a parte del Comelico e alla cresta di confine con L'Austria.
Gianfranco Giuseppini

© RIPRODUZIONE RISERVATA