Virus Cina fa 6 morti: primo caso in Usa. A Fiumicino scanner da giovedì per il controllo della febbre

Martedì 21 Gennaio 2020
Virus Cina fa 6 morti: primo caso in Usa. A Fiumicino scanner da giovedì per il controllo della febbre

Sesta vittima in Cina per il virus misterioso, e primo caso registrato anche negli Usa. Ne dà notizia la Cnn, mentre le autorità sanitarie cinese hanno confermato la morte in totale di sei persone nella mattinata odierna quando fino a  ieri sera il bilancio era fermo a quattro, con l'ultima vittima anch'essa residente a Wuhan, capoluogo della provincia di Hubei, dove si è sviluppato il focolaio del nuovo coronavirus. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Xinhua, l'uomo, 89 anni, è morto domenica. Ci sono nuovi 77 casi in Cina, portando a 291 il totale. Lo riferiscono le autorità sanitarie cinesi.

Aeroporto di Fiumicino: scanner per la febbre e mascherine. Come all'epoca della Sars tornano gli scanner all'aeroporto di Fiumicino per misurare la febbre ai viaggiatori che arrivano da Wuhan, la città focolaio principale del coronavirus cinese. I primi a funzionare saranno quelli utilizzati per controllare i passeggeri del volo diretto dalla città. Intanto si sono viste mascherine per i viaggiatori cinesi, mentre gli occhi restano puntati sugli schermi degli smartphone per leggere le ultime notizie e sulle informazione diffuse dai ministeri. Crescono infatti le preoccupazioni fra chi deve andare in Cina a Wuhan, nel centro del paese, città con oltre 11 milioni di abitanti e una sviluppata attività di scambi commerciali. Fra i passeggeri in partenza all'aeroporto di Fiumicino per Wuhan, c'è chi ha manifestato preoccupazione. Pochissimi i passeggeri occidentali in partenza, la stragrande maggioranza sono di nazionalità cinese. Alcuni indossano la mascherina.

Controlli in tre aeroporti Usa. La paura dello sbarco anche in America del misterioso nuovo virus cinese ha fatto scattare i controlli sui passeggeri in arrivo dalla Cina ai tre grandi aeroporti internazionali Usa: gli esperti dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie Usa (Cdc) esaminano gli arrivi da Wuhan al 'John F. Kennedy International Airport' di New York, al 'San Francisco International Airport' e al 'Los Angeles International Airport'. Sintomi sospetti su cui tengono gli occhi aperti i 100 medici ed esperti sanitari sguinzagliati negli scali Usa sono: febbre, tosse, difficoltà di respiro. Gli esperti usano termometri a infrarossi per misurare la temperatura. Gennaio - fanno presente ai Cdc - è purtroppo la stagione con il più alto numero di viaggi tra Cina e Usa e viceversa a causa della celebrazione del nuovo anno lunare cinese. Sono infatti almeno 5.000 i passeggeri da Wuhan che dovrebbero transitare nei tre maggiori aeroporti. La decisione dei Cdc di far scattare i controlli è molto rara e denota l'allarme scattato per il nuovo virus: l'ultima volta che si sono messe in atto misure simili è stato il 2014, per il virus dell'Ebola, ha detto lo stesso direttore della 'Divisone sulle Quarantene e le migrazioni globalì dei Centri del governo Usa, Martin Cetron.

I CASI NEL MONDO
Usa.
La Cnn dà notizia del primo caso del nuovo coronavirus registrato negli UsaIl primo caso di nuovo virus simile alla Sars è stato riportato negli Stati Uniti, nello Stato di Washington. Il Cdc (US Centers for Disease Control and Prevention) annuncerà il caso nelle prossime ore, stando alla Cnn, che cita una fonte esterna al Cdc. Anche il New York Times scrive di una persona nello Stato di Washington contagiata dal virus, il primo caso confermato negli Usa. Il paziente, che era stato ricoverato per polmonite la scorsa settimana, era stato di recente a Wuhan, la città cinese considerata l'epicentro della diffusione del virus.

Taiwan. Le autorità di Taiwan confermano il primo caso sull'isola del nuovo coronavirus manifestatosi inizialmente a Wuhan, in Cina. Una 50enne di Taiwan è rientrata da Wuhan sull'isola con febbre e tosse ed è risultata positiva ai test. Una nota diffusa dal Taiwan Centers for Disease Control (Cdc) spiega che la donna è stata trasferita in ospedale direttamente dall'aeroporto e che, dalla conferma delle analisi, è in quarantena.

Australia. Un uomo è stato messo in isolamento a Brisbane, in Australia, dopo aver manifestato sintomi simili a quelli provocati dal virus misterioso in Cina, dove si sono registrati già decine di casi. L'uomo era tornato di recente da una visita a suoi parenti a Wuhan, la città della Cina dove si è sviluppato il focolaio del nuovo coronavirus. «Gli abbiamo fatto alcuni test e stiamo aspettando i risultati», ha detto la responsabile sanitaria del Queensland, Jeannette Young, parlando del paziente.

Filippine. È risultato positivo al test sul nuovo coronavirus anche un bambino cinese di cinque anni ricoverato mentre si trovava nelle Filippine. A renderlo noto è stato il Dipartimento alla Salute delle Filippine oggi. Il bambino, cinque anni, originario di Wuhan è arrivato a Cebu City lo scorso 12 gennaio «per prendere accordi per studiare l'inglese», ha dichiarato il dottor Ferchi Avelino. Lo stesso giorno è stato confinato in ospedale. Il bambino che aveva febbre, tosse e irritazione alla gola, è risultato negativo a Mers-Cov e Sars ma positivo al «pancoronavirus non specificato», ha spiegato il ministro della Salute Francisco Duque III citato da Abs-Cbn News.

Virus misterioso in Cina, tra i sintomi ci sono tosse e febbre

Allarme Iss: «Passa da uomo a uomo». Controlli sui voli in Italia
 

 

L'ambasciata italiana a Pechino raccomanda di fare riferimento ai seguenti siti: WHO: https://www.who.int/health-topics/coronavirus, CDC (Centers for Disease Control and Prevention): https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-nCoV/summary.html, Viaggiare Sicuri: http://www.viaggiaresicuri.it/country/CHN. E raccomanda inoltre di evitare contatti con animali e persone affette da patologie respiratorie.

ALLERTA AEROPORTI
A Fiumicino sotto osservazione 60 voli 

Sono sessanta i voli, provenienti da diverse città della Cina, in arrivo all'aeroporto di Fiumicino da oggi fino al 31 gennaio, finiti sotto la lente delle autorità sanitarie dopo l'allerta per il virus misterioso che nel Paese asiatico ha già infettato decine di persone e di cui ieri è stata confermata la trasmissione da uomo a uomo. «Valutate l'opportunità di rimandare viaggi non necessari», o comunque «vaccinatevi contro l'influenza almeno due settimane prima del viaggio». Sono alcune delle raccomandazioni che il ministero della Salute rivolge «ai viaggiatori internazionali diretti a o di ritorno da Wuhan, Cina», attraverso le locandine sulla «polmonite da nuovo coronavirus» esposte a Milano Malpensa e Roma Fiumicino, aeroporti internazionali con voli da e per il Paese asiatico.

 

 

Iss: "Non si esclude la restrizione dei viaggi"
«Se i dati confermassero un'estensione del focolaio del nuovo coronavirus non si escludono misure più importanti a livello internazionale, che potrebbero esser prese domani dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: dai controlli più serrati negli aeroporti allo sconsigliare spostamenti, fino alle restrizioni dei viaggi, chiaramente non da tutta la Cina ma solo dalla città di Wuhan». A spiegarlo all'Ansa è Gianni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità.

I dati che arrivano sono frammentari, si parla di 300 casi ufficialmente confermati del nuovo virus, ma quelli reali sarebbero verosimilmente circa 1700. Un numero «tutto sommato ancora ristretto» ma «seppure sia basso, il rischio che il virus arrivi in Europa esiste», afferma Rezza. A quanto sembra dagli elementi a disposizione, prosegue, «il nuovo virus sembra essere meno aggressivo e virulento di quello della Sars e questo potrebbe renderlo un pò più difficile da tenere sotto sorveglianza, perché i casi meno gravi tendono di più a sfuggire dal controllo». D'altronde, prosegue, «con la Sars furono prese misure molto drastiche, grazie alle quali si è riusciti ad arginare una minaccia globale importante: ovvero restrizioni a viaggi internazionali, che per ora non sono state disposte, controlli dei viaggi in partenza e in arrivo, che sono già stati adottati, e la messa in quarantena dei contatti».

GLI ESPERTI
Il virologo Fabrizio Pregliasco: «Possibili casi virus in Italia, ma situazione contenibile»
 «È chiaro che i cinesi dicono abbastanza poco» sul nuovo coronavirus, «ma penso che la situazione vada vista anche in positivo: sono riusciti a individuare una 'fogliolinà in un mare sconfinato. Questi circa 200 casi di polmonite, che magari saranno anche molti di più e potrebbero sbarcare anche in Italia, sono però una piccola epidemia, che è stata individuata per tempo e che è ora, per questo, contenibile». Lo spiega all'AdnKronos Salute il virologo dell'Università degli Studi Milano Fabrizio Pregliasco.

L'INTERVISTA COMPLETA: "Dalla Cina trapelano poche notizie"  

«Il quadro va sicuramente visto nel suo evolversi nel tempo - osserva - perché si tratta di una forma non peculiare di infezione, che provoca una comune polmonite. Ma io voglio vedere il positivo: un'epidemia è come un incendio, inizia in una piccola zona, poi aumenta e poi qualche spezzone vola via (e questo potremmo accomunarlo ai viaggi delle persone nel mondo). È chiaro che oggi, rispetto al passato, dopo l'esperienza dell'H1N1, della Sars, della Mers, è stata rinforzata la capacità di individuazione della situazione di rischio. Con le pandemie di spagnola o la Hong Kong in qualche modo l'uomo è stato colpito in faccia e la situazione era incontrollabile. Oggi invece, pur essendo possibile che arrivino casi in Europa e in Italia come è già avvenuto in passato - conclude l'esperto - è presumibile che ci sarà una reazione complessiva del sistema in modo da poter circoscrivere e tamponare l'infezione».
 


L'igienista, Pier Luigi Lopalco: «Capire al percentuale di casi gravi»
Il nuovo coronavirus che ha colpito quasi 300 persone in Cina, provocando finora sei morti, appartiene a una famiglia di « virus molto diffusi in natura, il cui serbatoio è costituito dagli animali. È il terzo, dopo Sars (Sindrome respiratoria acuta grave) e Mers (Sindrome respiratoria del Medio Oriente) ad aver dimostrato la capacità di fare il salto di specie da animale a uomo, e ora di passare da uomo a uomo. E certo dopo le ultime notizie il livello di allerta è alto». Lo afferma all'AdnKronos Salute Pier Luigi Lopalco, professore di Igiene e Medicina preventiva all'università di Pisa, sottolineando che «non si tratta di una notizia negativa: le autorità tengono occhi e orecchie aperte, pronti a intercettare eventuali casi» anche in Italia. 

«È cruciale - aggiunge l'esperto - capire in che percentuale questo virus dà malattia lieve: la Sars provocava molti casi gravi e questo paradossalmente ha aiutato a individuare e trattare i pazienti, bloccando la diffusione. Se invece in molti casi i sintomi sono sfumati, le persone tenderanno a non andare nemmeno dal medico, sfuggendo alle maglie della sanità e diffondendo il virus». E dunque è fondamentale «in questa fase la massima trasparenza: le informazioni che arrivano dalla Cina devono essere complete e l'auspicio è che sia davvero così, a differenza di quanto accaduto ad esempio con la Sars». Insomma, per Lopalco i prossimi giorni saranno cruciali per 'fotografarè la pericolosità di questo virus, «che sembra originato dai pipistrelli».

Il microbiologo Roberto Burioni: "Momento peggiore è capodanno cinese"
«Leggo sui giornali che le autorità europee hanno affermato che il rischio che il virus arrivi in Europa, e in particolare in Italia, è minimo. Io non sono per niente d'accordo con loro, ma spero vivamente di sbagliarmi». Lo scrive il virologo Roberto Burioni sulla sua pagina web 'MedicalFacts' commentando cosa sta accadendo in Cina con l'emergenza sanitaria scattata dopo i decessi e i contagi del nuovo virus che si è diffuso dal mercato del pesce della città cinese di Wuhan.

Virus cinese, Burioni: «Momento peggiore. Il 25 è il capodanno cinese, tanti viaggiano»

«Purtroppo il virus ha scelto il momento peggiore per saltare fuori: il 25 gennaio è il Capodanno Cinese, che corrisponde all'unico lungo periodo di ferie per i cinesi e viene sfruttato solitamente per viaggiare, anche all'estero - aggiunge Burioni - Per cui, siccome da Wuhan arrivano in Italia tre voli a settimana, io consiglierei al ministro della Salute una grandissima attenzione agli aeroporti». 

Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio, 00:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA