Gran Bretagna, mamma 34enne va a letto e non si risveglia: «Soffriva di problemi mentali»

Lunedì 4 Maggio 2020 di Federica Macagnone
Gran Bretagna, mamma 34enne va a letto e non si risveglia

Doveva essere una vacanza di cinque giorni da godersi in famiglia tutti e tre insieme. John Davies, 40 anni, Eleanor Rees, 34 anni e il piccolo Maxamus di 3 anni erano arrivati da poche ore a Porthcawl, in Galles, senza sapere che quelli sarebbero stati gli ultimi istanti vissuti insieme. Quella sera di un anno fa Eleanor andò a letto e non si svegliò mai più, lasciando un bimbo senza la sua mamma e il compagno senza l’amore della sua vita. Un attimo e la loro esistenza fu sconvolta per sempre. Da allora John, che vive a Swansea, in Gran Bretagna, si prende cura del piccolo e si occupa di volontariato, ma non passa giorno senza che abbia continui flashback del momento in cui provò a rianimare Eleanor.
 
«Si sentiva un po' male, soffriva di problemi mentali e io avevo abbandonato l’esercito per prendermi cura di lei - racconta ora John - Volevamo fare quel viaggio, ma quando siamo arrivati lei ha iniziato a sentirsi male e si rifiutava di mangiare. Soffriva di attacchi d’ansia e voleva solo andare a dormire. Così ho messo a letto nostro figlio e ho lasciato che lei si riposasse. Sono andato più volte a controllarla e a chiederle se volesse qualcosa da mangiare, ma l’ultima volta non ho avuto risposta. Ho acceso la luce: la sua mano era gelida. L'ho guardata ed era blu. L’ho tirata giù dal letto e ho eseguito un massaggio cardiaco. Sono andato avanti per 40 minuti mentre aspettavo i paramedici, ma lei non ce l’ha fatta. Ancora oggi non so cosa le sia successo».
 
Un pensiero che continua a tormentare John, che soffre di un disturbo post-traumatico da stress da quando ha lasciato l’esercito: «L'anno scorso è stato davvero orribile, ma ho un bambino di tre anni, ho dovuto continuare ad andare avanti per lui, ma è stato difficile. Il mio mondo è stato ribaltato, ho perso la mia fidanzata e il mio bambino inizia a domandarmi di lei. Ho foto di Eleanor sul mio telefono e gli parlo sempre di lei. Devo sopravvivere per lui. È stato la mia roccia. In questo anno ho dovuto convivere con flashback di me che provo a rianimare Eleanor. La rivedo nella bara. Ad aiutarmi, oltre a mio figlio, è stato il volontariato. Aiuto le persone che hanno problemi mentali. Senza questo impegno non so che fine avrei fatto». 

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