Il soccorso di Renzi al governo di centrodestra? Per il momento non ce n'è bisogno, ma mai dire mai

Giovedì 3 Novembre 2022
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Egregio direttore,
parlando a nome del suo gruppo politico, nel dichiarare di non votare la fiducia al governo Meloni, il senatore Renzi ha detto, tra l' altro, una cosa per me interessante. Sarà vagliata ogni singola proposta; di fronte ad iniziative a favore della collettività, potrà esserci il voto favorevole. È bastato questo perchè il segretario del Pd, Letta dichiarasse che il Terzo Polo ha piantato le tende nel campo della maggioranza. A mio avviso, non è così. Penso che, di fronte ad una buona proposta di legge che favorisce l' interesse collettivo, si debba votare a favore. A prescindere dallo schieramento di chi la propone. Non è, forse, il compito più alto e nobile della politica stare sempre dalla parte del bene comune?

Augusto Giralucci


Caro lettore,

il Pd ha tutto l'interesse a far apparire il Terzo polo, o almeno una parte di esso, come una sorta di falsa-opposizione: in questo modo confida di recuperare da sinistra qualche consenso sottraendolo a Calenda e Renzi. Siamo agli strascichi della campagna elettorale. Starei ai fatti. La disponibilità annunciata da Renzi nel suo discorso non è casuale. In questo momento non mi pare ci siano né le condizioni né la necessità perché il Terzo polo vada in supporto al governo o voti qualche suo provvedimento. Ma se nel suo percorso l'attuale maggioranza incontrasse qualche ostacolo o rischiasse di non essere compatta su qualche provvedimento, il Terzo polo, sopratutto su tematiche economiche o di politica estera, potrebbe andare in aiuto al governo garantendogli i voti necessari. Ma questo non sarebbe un passaggio politico indolore. Né per il centrodestra né per il Terzo polo. Una scelta di questo tipo accenderebbe con ogni probabilità tensioni tra Renzi e Calenda, con il primo più disponibile a dare sostegno al governo e con l'altro assai più scettico, ben sapendo che una decisione di questo tipo lo esporrebbe agli attacchi del Pd e lo schiaccerebbe troppo verso il centrodestra.
Nella maggioranza l'eventuale contributo parlamentare del Terzo polo a qualche provvedimento o riforma non avverrebbe a caso: sarebbe la probabile conseguenza di una frattura interna tra Fdi e gli altri partiti, o pezzi di partito, della coalizione di governo. Un evento non da escludere viste le difficoltà e i dissapori che hanno caratterizzato la nascita del Governo e i suoi prima passi. Ma improbabile nell'immediato. La leadership di Giorgia Meloni è forte e salda. I protagonismi e i distinguo di Lega e Fi sono soprattutto dettati dall'esigenza di aver visibilità e di non essere schiacciati dall'immagine del premier. Ma Renzi è lì e aspetta.
 

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