​Sbaglia chi interpreta la guerra in Ucraina e le scelte di Putin come il riproporsi del vecchio conflitto Usa-Russia

Martedì 17 Maggio 2022
Sbaglia chi interpreta la guerra in Ucraina e le scelte di Putin come il riproporsi del vecchio conflitto Usa-Russia
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Caro Direttore,
il segretario generale della Nato Stoltenberg ha detto che l'Ucraina può battere la Russia. Il lupo ha gettato la maschera. La vecchia ma sempre valida trappola di Tucidide ha funzionato. Adesso tocca alla Finlandia. Ma per battere la Russia bisogna invaderla. Ci hanno provato Napoleone e Hitler e non è andata troppo bene. Di questa Europa resterà poco e questo farà felice Biden prima che gli scoppi in casa la bomba razziale.


Enzo Fuso
Lendinara (Ro)


Caro lettore,
ho la sensazione che in molti cerchino di interpretare le vicende belliche di questo 2022 applicando chiavi di lettura vecchie di qualche decennio, quando esistevano due blocchi, uno capeggiato dagli Stati Uniti l'altro da Mosca, perennemente l'uno contro l'altro armati per l'egemonia mondiale. Forse mi sbaglio, ma la sua lettera mi sembra rifletta questo modo di pensare. Non vorrei annoiare gli altri lettori di questa rubrica con troppi riferimenti storici e geo-politici. Lei cita la cosiddetta trappola di Tucidide definendola vecchia ma sempre valida. In realtà questa teoria non è poi così antica, ma soprattutto non mi sembra applicabile al conflitto in corso. Provo a spiegarmi meglio. La trappola di Tucidide è una definizione coniata non molti anni fa da un gruppo di studiosi dei relazioni internazionali del Belfer center dell'Università di Harvard e si richiama al celebre politico e storico ateniese Tucidide. Essa ipotizza che quando una potenza emergente tenta di spodestare la potenza egemonica di un'altra, il confronto sfocia quasi sempre in un conflitto militare. Ma non è questo lo scenario che abbiamo di fronte. Infatti gli studiosi del Belfer center, elaborando la teoria della trappola di Tucidide, pensavano ai rapporti Cina-Stati Uniti ed assi hanno applicato le loro simulazioni. Non certo alla Russia di Putin che oggi è certamente una potenza energetica e militare ma, a dispetto delle ambizioni di stampo imperiale del suo capo, non è nelle condizioni di insidiare sul piano economico, tecnologico o geo-politico il predominio di Usa e Cina. Ed è questo l'elemento di novità da considerare. La guerra sul suolo europeo scatenata da Putin non è solo contro Kiev e Zelensky, contro la Nato, la Ue e gli Stati Uniti. Non è semplicemente un conflitto tra l'immaginata Grande Russia autocratica e l'Occidente democratico. Certamente tutti questi aspetti hanno un loro peso nelle scelte del capo del Cremlino e nell' armamentario propagandistico da lui creato. Ma l'invasione dell'Ucraina è prima di tutto il tentativo da parte della Russia di avere un ruolo diverso da quello attuale nello scenario globale. Di ritagliarsi un nuovo spazio in un mondo bipolare dominato da Stati Uniti e Cina che vede Mosca in posizione di secondo piano. Putin scatenando la guerra contro l'Ucraina punta a cambiare questo ordine internazionale. E per farlo ha deciso di ricorrere alla forza, infrangendo ogni tabù, compresa la minaccia delle armi nucleari. E' questo che rende il conflitto attuale diverso e anche più grave e pericoloso nelle sue conseguenze rispetto ad altre guerre combattute in questi anni. In gioco non c'è solo un semplice problemi di confini o di territori. Ma una sfida più ampia e globale. Per vincerla non serve nè invadere altre nazioni nè ripetere errori del passato. Ma certamente occorre fermare Putin. E farlo possibilmente non solo con la forza delle armi, ma della diplomazia.
 

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