Di Battista rimprovera il pubblico: «Oggi non applaudite?». E Floris risponde così

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«Oggi non applaudite nessuno?». Ospite di Giovanni Floris a 'Dimartedì, su La7, Alessandro Di Battista, ha da ridire con il silenzio del pubblico e  chiede alla platea in sala di battere le mani alla fine del suo intervento. «Si può, lo potete fare. Non vi hanno fatto il gesto?». Ne nasce un piccolo siparietto e Giovanni Floris risponde da par suo in maniera ironica (tra le risate dello stesso Di Battista): "Vuole che chiamiamo qualcuno in più?".

 
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Mercoledì 13 Febbraio 2019, 12:50






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5 di 5 commenti presenti
2019-02-13 19:24:43
povero ragazzo....nn ha mai fatto una fava in vita e dopo che spariranno, e ci manca poco, continuerà a nn fare una fava percependo soldi da un sistema politico che lui ha combattuto...ma ops forse si sono dimenticati qualche emendamento a sfavore...
2019-02-13 15:03:30
Cari M5S: ultimissimi bagliori di un crepuscolo....Il vostro!
2019-02-13 14:20:01
COMPAGNO DI BATTISTA...Scena straziante per Alessandro Di Battista a DiMartedì. Ospite di Giovanni Floris, il paSsionario del Movimento 5 Stelle è più volte incappato in momenti imbarazzanti in cui è stato costretto ad arrampicarsi sugli specchi, dal Pil ("Ragionare solo in base al Pil non sempre funziona, ci sono altre statiche alternative a quelle della Commissione Ue che sostengono come l’80% della ricchezza è in mano all'1% della popolazione") alle elezioni in Abruzzo ("È un momento difficile questo, ma non drammatico. Non abbiamo mai perso in questi 6 anni"). La vetta l'ha però raggiunta quando, con ironia che non celava un clamoroso nervosismo, si è girato verso il pubblico chiedendo più applausi: "Che fate questa sera? Non ve le hanno date queste (le mani, ndr)?". "Se vuole ne chiamiamo altri", lo ha rintuzzato Floris.
2019-02-13 14:14:14
Comincia ad aver paura che con la riduzione di consensi, nella prossima tornata non ci sia posto per il suo rientro tanto da costringerlo a cercarsi un lavoro ??
2019-02-13 13:57:06
“Ma come, vi abbiamo dato settecentomila euro e qualche ambulanza e manco ci date la regione?”. In ambulanza dovrebbero metterci lui, quello che tuona contro le caste e si comporta peggio di loro. Roba da costituirsi per voto di scambio, ma Bonafede, ministro della giustizia, non profferirà verbo di fronte alla vergognosa sparata di Beppe Grillo, a cui deve la propria incredibile carriera da Guardasigilli. Il comico approfitta dei suoi spettacoli – come accaduto ieri sera a Bologna, per richiamare gli abruzzesi a causa del clamoroso tonfo nelle elezioni che domenica hanno sancito la bellissima vittoria di Marco Marsilio. Non gli va giù la scoppola rimediata e allora spara a zero come i suoi peggiori sostenitori contro gli elettori abruzzesi. Le affermazioni di Beppe Grillo sono davvero gravi. Se le avesse pronunciate un esponente politico di qualsiasi altro schieramento sarebbe state sentite le urla dei Cinque stelle; che stanno muti perché devono ancora assorbire la botta e non sia mai che il guru possa prendersela pure con loro. E qualche solerte procuratore della Repubblica avrebbe aperto l’immancabile fascicolo. In pratica, secondo l’alato Grillo pensiero, si fa così e ora siamo tutti autorizzati ad immaginare che i soldi arrivati tempo fa all’Abruzzo via Cinque stelle siano stati una specie di merce in cambio del voto, una pratica che di solito porta in galera chi ne fa modalità di azione politica. A Grillo e ai suoi pare che tutto possa essere invece permesso, e non è esattamente un insegnamento di alto valore etico. Se vogliamo pare l’altra faccia delle famose analisi costi benefici: ti aiuto se mi voti. Ma a quanto pare non è stata la maniera giusta per far votare i suoi ed è un bene che sia stato così. Magari ora se la prenderà con le colpe degli abruzzesi precedenti che non hanno “educato” i loro figli alla clientela…