La mamma urla e il ladro si spaventa: «Scusi, non è niente», giù dal balcone alto 3 metri

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La mamma urla e il ladro si spaventa: «Scusi, non è niente», giù dal balcone alto 3 metri

di Stefano Rispoli

ANCONA - «Scusi, scusi, non è niente, vado via subito». E come un gatto è saltato da un balcone alto tre metri con una collanina d’oro in tasca. Un’esperienza da brividi per una mamma che si è trovata faccia a faccia con il ladro, mentre frugava nei cassetti della sua camera da letto.
La paura si taglia con il coltello a Candia, frazione presa di mira dai banditi che, da Natale, continuano a saccheggiare abitazioni senza che nessuno riesca a fermarli. Nella drammatica serata di venerdì, quando i colpi si sono susseguiti uno dietro l’altro fra Osimo, Offagna e l’hinterland anconetano, è toccato ai carabinieri, già impegnati su più fronti, dare la caccia al malvivente che si è intrufolato in una villetta di via Grancia, poco prima della Candiola.

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Le ricerche da parte di una pattuglia della stazione del Poggio, però, non hanno dato esito. È rimasto solo lo spavento della donna, un’anconetana di 44 anni, che ha visto in faccia il ladro e ci ha pure parlato.
«Io ero terrorizzata, ma lui più di me - sospira -. Non si aspettava che fossi in casa. All’inizio pensavo a uno scherzo. Poi ho realizzato che non era così e mi sono messa a urlare come una pazza. Lui ha alzato le mani e mi ha detto: “Signora, scusi, non faccio niente, vado via”. E si è lanciato dal balcone». È sparito nel buio il ladruncolo che era abbastanza giovane, «avrà avuto 25 anni, indossava un giubbetto, un paio di jeans e uno scaldacollo alzato fino al naso - racconta la 44enne -. Era alto sul metro e 65, non di più. Non aveva un accento particolare, per questo penso fosse italiano, ma in quel momento non ci ho capito più nulla. Urlavo e basta, sperando che qualcuno intervenisse». Secondo i carabinieri, il ladro acrobata è entrato dal giardino, tagliando la rete di recinzione. Non erano ancora le 19. Non si è preoccupato che nella villetta bifamiliare ci fosse gente in casa. È entrato nell’unico appartamento in cui le luci erano spente. Si è arrampicato su un balcone al primo piano e con un cacciavite ha forzato una finestra. «Gli infissi sono nuovi, neanche i carabinieri si spiegano come abbia fatto ad entrare», racconta la donna, il cui primo pensiero è andato subito alla bimba di 7 anni. «Siamo rientrate attorno alle 19, per fortuna mia figlia è salita al piano di sopra, da mia sorella. Io mi sono messa a cucinare qualcosa, poi sono andata in camera per prepararmi perché dovevo andare a riprendere mio figlio all’allenamento. Ho notato che le finestre erano aperte, pensavo fosse stato lui ad essersi dimenticato di chiuderle. Poi ho sentito un rumore provenire dalla mia camera da letto. Sono entrata e ho visto un ragazzo piegato sul comò».
Le urla della signora hanno sorpreso il ladro, apparso più spaventato della vittima. «Aveva la faccia terrorizzata, si è scusato ed è scappato, facendo un volo di tre metri dal terrazzo. Si è portato via una collanina d’oro perché non c’era nient’altro da rubare, solo bigiotteria». Il bandito è scappato a piedi e si è dileguato nella campagna, inseguito dall’eco delle urla della giovane mamma, ancora sotto choc per un’esperienza che non augurerebbe a nessuno.
 
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Domenica 10 Febbraio 2019, 06:05






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