Mafia, sgominati clan messinesi: 33 arresti. I funerali show del papà del boss in pieno lockdown

Venerdì 9 Aprile 2021
Mafia, sgominati clan messinesi: 33 arresti. I funerali show del papà del boss in pieno lockdown
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Duro colpo stamani ai clan mafiosi del Messinese dove sono stati eseguiti 33 arresti e sequestrati beni per milioni di euro. L'operazione è stata eseguita congiuntamente da Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia contro i clan. Associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, sequestro di persona, scambio elettorale politico-mafioso, lesioni aggravate, detenzione e porto illegale di armi, associazione finalizzata al traffico di droga: queste le accuse contestate dalla Dda di Messina. Per 21 è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 10 gli arresti domiciliari, per 2 l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini della Guardia di Finanza hanno colpito le attività del gruppo criminale con al vertice Salvatore Sparacio, nel rione «Fondo Pugliatti», documentando il controllo di attività economiche e portando al sequestro di una impresa del settore del gioco e delle scommesse. Al centro dell'inchiesta della Questura c'era invece il clan guidato da Giovanni De Luca, radicato nel rione di «Maregrosso» e da sempre attivo nel controllo della security ai locali notturni e nel traffico di droga. La cosca è stata già coinvolta nel 2019 nell'inchiesta denominata Flower. I tre gruppi presentano strettissimi profili di collegamento, adottano strategie criminali comuni e operano in pieno accordo dividendosi il controllo del territorio delle rispettive zone.

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Il funerale del boss in pieno lockdown

Il funerale in piazza del padre del presunto boss, con tanto di sosta davanti alla sala biliardo, ritenuta luogo di summit mafiosi, in pieno lockdown e con i divieti anti Covid. È quanto hanno scoperto gli inquirenti, nell'ambito della maxioperazione antimafia che ha portato all'arresto di 33 persone a Messina. È l'11 aprile del 2020 e l'Italia è ferma quando muore Rosario Sparacio, il padre di Salvatore, arrestato la notte scorsa nel blitz. Il corteo funebre si sposta dall'abitazione del defunto e raggiunge, sotto gli occhi degli investigatori che controllano ogni movimento, la sala biliardo «La Spaccata». Per almeno un quarto d'ora. Poi il feretro viene portato in chiesa per la benedizione. Ma anche qui i tempi si sono prolungati ulteriormente. E solo dopo il corteo verso il cimitero. All'epoca scattarono le sanzioni anti Covid con multe ai diretti interessati. «La rilevanza per il gruppo criminale investigato della sala giochi »Asd Bilardi Sud«, ha trovato significativa conferma lo scorso 11 aprile 2020, in occasione dei funerali di Rosario Sparacio, fratello dell'ex boss pentito Luigi Sparacio e padre dell'indagato Salvatore, allorquando il corteo funebre si fermava proprio davanti alla sala biliardi, in violazione e disprezzo delle normative e disposizioni vigenti nella fase del primo lockdown del paese, dovuto dalla pandemia generata dalla diffusione del Covid-19», dicono gli inquirenti. «In questo ambito emergeva come, proprio all'interno del locale si tenessero veri e propri summit mafiosi e si praticasse il gioco d'azzardo, attraverso personal computer collegati tramite la rete internet con piattaforme di scommesse on-line aventi sede all'estero, che permettevano di accedere a giochi illeciti, offerti al di fuori del circuito autorizzato dai Monopoli dello Stato, nonché come, attraverso la forza di intimidazione promanante dall'associazione mafiosa, venisse imposto l'utilizzo delle medesime piattaforme software e delle stesse video slot ai vari gestori locali».

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Ultimo aggiornamento: 17:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA